Al via il recupero di 5.000 tonnellate di pneumatici a Scisciano

Pneumatici, dalla Terra dei fuochi al riciclo

Un progetto educativo per far conoscere agli studenti il ciclo di vita della gomma e il recupero dei copertoni

[7 ottobre 2013]

Un adagio ormai noto e valido in molte occasioni (ma non sempre ben applicato) è che  «La tutela dell’ambiente parte della scuola», ma  Ecopneus e Legambiente sono convinti che la scuola sia un importante presidio di qualità  e di interscambio con il territorio e per questo promuovono il progetto  “Il corretto riciclo degli  pneumatici fuori uso” rivolto alle scuole secondarie di primo e secondo grado di tutta Italia, ma con particolare attenzione a quelle della Campania.

«Un percorso educativo – spiegano le due organizzazioni – che vuole far conoscere agli studenti il ciclo di vita della “gomma” in tutte le sue sfaccettature: dalle foreste di caucciù ai copertoni di gomma per arrivare al recupero e al riciclaggio degli pneumatici fuori uso. In particolare il progetto prevede un tutoraggio, con attività didattiche e multimediali, nelle scuole secondarie di primo grado della Terra dei fuochi, l’area compresa tra le province di Napoli e Caserta così chiamata a causa dei tanti falò accesi per smaltire illegalmente i rifiuti. Un territorio per anni oggetto dell’ecomafia e del traffico illecito di rifiuti, che oggi vuole rinascere anche attraverso una maggiore diffusione dell’educazione ambientale tra i banchi di scuola».

In particolare il progetto didattico che coinvolgerà le scuole della Terra dei Fuochi vedrà coinvolti gli educatori del Cigno Verde che, attraverso attività multimediali, materiali didattici e laboratori, spiegheranno l’importanza di un sistema efficace di raccolta e di recupero dei copertoni, che contrasti il business legato a traffici illeciti e che ponga un freno al fenomeno delle discariche abusive. Non riciclare gli pneumatici fuori uso significa perdere del materiale prezioso per interessanti utilizzi. Gli ambientalisti ed Ecopneus evidenziano che «Gli penumatici possono essere, ad esempio, utilizzati per la costruzione di barriere insonorizzanti, barriere anti-erosione oppure per la realizzazione di superficie sportive come piste d’atletica e pavimentazione anti-trauma. Inoltre il polverino proveniente dai Pfu (pneumatici fuori uso) riciclati può essere usato negli asfalti per ottenere un manto stradale più silenzioso, drenante e sicuro».

Vannessa Pallucchi, responsabile nazionale scuola e formazione di Legambiente, sottolinea che «Produrre il cambiamento sui territori che hanno storici fenomeni di abuso ambientale è certamente una sfida complessa che deve avere come punto di approdo la consapevolezza che i cittadini possono agire concretamente per la loro qualità della vita. Le scuole, sono il presidio culturale da cui ogni territorio può riprogettarsi, orientare le proprie energie verso un modo diverso di gestire e difendere il territorio stesso. Alle classi che aderiscono al progetto promosso da Ecopneus e Legambiente verrà chiesto proprio questo: di essere sentinelle del loro ambiente e di fare proposte concrete per il ripristino della legalità e della qualità ambientale».

Intanto Ecopneus informa che, dopo la formalizzazione dell’accordo tra Comune ed Ecopneus, a poco più di tre mesi dalla firma del Protocollo per il prelievo straordinario di Pfu dalla Terra dei Fuochi e dall’avvio delle relative operazioni, da oggi «Partono le attività di prelievo di 5.000 tonnellate di pneumatici fuori Uso da un terreno in località San Martino a Scisciano, in Provincia di Napoli. Un intervento che si collega alle attività del Protocollo, ma realizzato con risorse aggiuntive che Ecopneus ha deciso di mettere a disposizione per intervenire in questo sito storico di particolare rilievo, nell’ambito delle attività pianificate per l’impiego delle risorse avanzo di gestione del 2012. L’accumulo illegale di Pfu di Scisciano è noto da anni ai cittadini e alle Autorità locali e la situazione si è sbloccata proprio a ridosso della firma del Protocollo con la segnalazione arrivata al Prefetto incaricato dal ministro dell’Interno per la Terra dei Fuochi e la pronta attivazione da parte di Ecopneus. Avviate le necessarie procedure amministrative per rendere possibile il prelievo e i necessari sopralluoghi congiuntamente alle Autorità locali, si è arrivati alla firma dell’accordo con il Comune».

L’area destava molta preoccupazione perché è  priva di recinzioni o altre barriere per impedire l’accesso di estranei e quindi contrastare l’eventuale incendio dei Pfu o lo sversamento di ulteriori rifiuti. «Con questo intervento – diocono ad Ecopeneus – si elimina una forte problematica per la comunità sciscianese legata ai rischi per la salute derivanti da un eventuale incendio, restituendole un territorio per troppo tempo sottrattole».

Il ministro dell’ambiente, Andrea Orlando ha detto: «L’intervento sulla degradata situazione di Scisciano testimonia come il sistema messo in campo con il Protocollo Terra dei Fuochi ha tutte le potenzialità per rivelarsi un prezioso strumento per cominciare a dare risposte concrete ad un territorio per troppo tempo trascurato. Il nostro lavoro a fianco dei cittadini continuerà in questa direzione con impegno, costanza e grande determinazione».