Porti ecosostenibili, le linee guida di Supair

Un progetto che coinvolge i porti di Venezia, Trieste, Capodistria, Bar, Durazzo, Salonicco e Pireo

[8 ottobre 2018]

Le Guidelines for sustainable and low-carbon ports” scritte nell’ambito del progetto Sustainable Ports in the Adriatic-Ionian region (Supair)  delineno «Nove passaggi per pianificare uno sviluppo portuale a basse emissioni di carbonio».

Supair, un progetto europeo finanziato dal programma Interreg Adrion V-B con un budget di più di 1 milione di euro è nato per accompagnare le autorità portuali a redigere e attuare piani di azione per un porto sostenibile e affronta, con un approccio integrato e in ottica transnazionale, il tema della riduzione delle emissioni di CO2 prodotte dalla navigazione e dalle operazioni portuali a terra.

Le linee guida, elaborate dalla Venice International University con il contributo degli altri partner di progetto, tra cui il capofila Area Science Park, elencano, passo dopo passo, una sequenza di attività utili a sviluppare e implementare Piani di Azione locali per un porto “low carbon”.

All’ Area Science Park  di Trieste evidenziano che «Da un lato si vuole migliorare la capacità di pianificare e attuare soluzioni di trasporto e mobilità a basse emissioni di carbonio e multimodali, dall’altro si mira a migliorare il processo decisionale dei principali stakeholder coinvolti. Il tutto per arrivare alla creazione di una Rete di porti a basse emissioni di carbonio nella regione Adriatico-Ionica, impegnati nello sviluppo di soluzioni infrastrutturali, organizzative e gestionali che favoriscano un sistema di trasporto più ecologico, sicuro ed efficiente. Il lavoro di ricerca ha capitalizzato le migliori esperienze europee, attraverso una estesa revisione delle pratiche più innovative attualmente esistenti su questo tema, in un’ottica di trasferibilità e supporto ai Porti partner del progetto. L’attività ha inoltre recepito le recenti indicazioni normative europee e italiane in particolare, valorizzando gli elementi di novità della riforma della legislazione portuale».

Le linee guida raggruppano gli interventi nel settore energetico dei porti in tre macro-aree di intervento: riduzione di consumi energetici dei natanti; riduzione di consumi energetici degli edifici e delle strutture portuali; incentivazione a sostegno degli operatori terminalisti che investano in impianti/attrezzature meno energivori e/o a fonti energetiche rinnovabili.

A Supair dicono che i loro obiettivi possono essere sintetizzati in questa definizione: «Un porto sostenibile e a basse emissioni di carbonio è un porto che, in stretta consultazione con i suoi utenti e stakeholder, si impegna, progetta in modo proattivo e lavora responsabilmente e costantemente per garantire prosperità economica e migliorare a lungo termine la qualità della vita sia dell’area portuale che della comunità urbana in cui si inserisce. E’ un porto che propone e implementa diverse misure, azioni e strategie, seguendo un approccio integrato e considerando le esigenze attuali e future, per proteggere e gestire in modo efficiente le risorse naturali e umane, garantendo allo stesso tempo la salvaguardia dell’ambiente e la mitigazione dei cambiamenti climatici, sfruttando e ampliando l’uso di fonti di energia rinnovabile e di tecnologie rispettose dell’ambiente».

A partire dalle linee guida e dai risultati delle sessioni di focus group già organizzati a livello territoriale, i sette porti coinvolti  nel progetto Supair (Venezia, Trieste, Capodistria, Bar, Durazzo, Salonicco e Pireo) stanno lavorando per elaborare ciascuno il proprio Piano d’Azione Portuale Sostenibile. A fine progetto, i risultati ottenuti, ei Piani d’Azione sviluppati da ciascun porto, verranno presentati al Mutual Learning Workshop che verrà organizzato nel novembre 2019 da Area Science Park a Trieste e dove verrà formalizzata l’istituzione della Rete di Cooperazione Transnazionale tra i porti della regione Adriatico-Ionica e ne verrà promosso l’allargamento.