Premio Luisa Minazzi – Ambientalista dell’anno: gli 8 finalisti del 2018

C'è tempo fino al 25 novembre per scegliere il vincitore

[17 ottobre 2018]

Donne e uomini che s’impegnano, ciascuno a modo proprio, per il benessere della comunità, la diffusione del messaggio ambientale, l’innovazione d’impresa, la salvaguardia del territorio. È questo il profilo degli otto finalisti del Premio Luisa Minazzi – Ambientalista dell’anno 2018, promosso da Legambiente e La Nuova Ecologia e giunto alla 12esima edizione. Nella rosa dei candidati c’è un medico specialista nel campo dei tumori del sangue che nel vicentino si è accorto dell’incidenza di alcune patologie fra i cittadini, un apicoltore che si dedica alla tutela delle api, chi ha riprogettato in un’ottica comunitaria il quarto piano di Corviale su via Portuense a Roma. C’è un docente universitario di ecologia industriale nell’ateneo di Salerno che ha dato vita ad un progetto educativo rivolto ai giovani con tanto di sito web, pagina Facebook, libri e incontri nelle scuole a base di rap e narrazioni. C’è chi è sceso in campo per difendere le Alpi attraverso lo sviluppo di un turismo dolce e c’è chi insieme ai cittadini ha aiutato un Paese a diventare una realtà virtuosa. E poi quest’anno tra gli otto finalisti ci sono anche due progetti: il primo riguarda un piano cicloturistico italiano che punta a collegare Venezia a Torino per 700 km lungo il Po, il secondo è un servizio di recupero degli alimenti invenduti nei mercati da donare a chi ne abbia bisogno. Storie e realtà che vanno dal Nord al Sud del Paese e che ben raccontano quell’Italia fatta di impegno e di voglia di cambiamento.

Gli otto finalisti sono stati selezionati da un comitato organizzatore sulla base delle segnalazioni inviate alla giuria preliminare composta da Rosy Battaglia (fondatrice di Cittadini reattivi), Paola Bolaffio (presidente di Giornalisti nell’erba), Roberto Giovannini (coordinatore del magazine Tuttogreen de La Stampa), Stefano Ciafani (presidente di Legambiente), Tessa Gelisio (conduttrice tv), Toni Mira (giornalista de L’Avvenire), Pippo Onufrio (direttore di Greenpeace), Monica Triglia (vicedirettrice di Donna Moderna). Ora tocca ai cittadini votare il vincitore. C’è tempo fino al 25 novembre per esprimere la propria preferenza utilizzando la scheda sul numero di ottobre e di novembre della Nuova Ecologia oppure il modulo su www.premioluisaminazzi.it.

La cerimonia di premiazione si terrà venerdì 7 dicembre (ore 17) presso l’aula consiliare del Comune di Casale Monferrato (Al) a conclusione del “Festival della virtù civica”, che fa da cornice a questo evento realizzato insieme al Comune di Casale Monferrato e al Parco del Po, in collaborazione con Weleda, la media partnership de “La Stampa – Tuttogreen” e del bisettimanale “Il Monferrato”.

Ec le schede degli otto finalisti:

Vincenzo Cordiano, Anoia (Rc), 1955

Vincenzo Cordiano, specialista nel campo dei tumori del sangue, presidente per il Veneto di “Medici per l’ambiente – Isde Italia” e responsabile degli ambulatori di ematologia generale e oncoematologia dell’ospedale di Valdagno, che cinque anni fa nel vicentino si è accorto dell’incidenza di alcune patologie fra i cittadini. C’è chi si dedica al tutela delle api come Francesco Panella, chi ha immaginato un nuovo futuro per Corviale. C’è Giovanni De Feo docente universitario di Ecologia industriale nell’ateneo di Salerno che ha dato vita ad un progetto educativo, “Greenopoli” rivolto ai giovanissimi con tanto di sito web, pagina Facebook, libri e incontri nelle scuole a base di rap e narrazioni che illustrano concetti a volte molto complessi. C’è chi sostiene un turismo dolce come Marcello Dondeynaz Donnas (Ao).
Francesco Panella, Genova, 1952

Un mondo prezioso e affascinante, organizzato attraverso una gerarchia ben definita ma allo stesso tempo fragile al cospetto delle alterazioni introdotte dall’uomo. Francesco Panella si dedica da una vita alla tutela delle api. È stato presidente fino dell’Unione nazionale associazioni apicoltori italiani animando un’ampia coalizione internazionale di allevatori, ambientalisti, scienziati, agricoltori, enti e istituzioni per un’agricoltura sostenibile e senza insetticidi sistemici. Attraverso lui candidiamo l’intero “sciame” civico che ha ottenuto a maggio lo stop dell’Ue alle tre molecole insetticide più utilizzate al mondo e nocive per questi insetti. Dalle api dipende l’impollinazione dell’80% delle specie vegetali, oltre alla produzione di alcuni importanti nutraceutici come il miele o la pappa reale. E se votassimo per la biodiversità?
Giovanni De Feo, Hoddesdon (Gb), 1969

Simpatico, competente. Innamorato delle tematiche ambientali. Cosa volere di più da un docente universitario? Giovanni De Feo insegna Ecologia industriale nell’ateneo di Salerno. Ma la sua capacità di divulgare, in maniera semplice e convincente, i principi della sostenibilità non conosce confini generazionali. Tanto che il suo progetto educativo, “Greenopoli”, si rivolge ai giovanissimi con tanto di sito web, pagina Facebook, libri e incontri nelle scuole a base di rap e narrazioni che illustrano concetti a volte molto complessi. Però anche di fronte a una platea di adulti è imbattibile nel condividere i principi di base che regolano gli equilibri del pianeta e gli stili di vita virtuosi. L’ambientalismo ha bisogno di figure così, in grado di rendere comprensibile e desiderabile l’evoluzione verso la società low carbon. Non credete?

Marcello Dondeynaz, Donnas (Ao), 1954

Altro che un nuovo carosello d’impianti funiviari in uno degli ultimi lembi incontaminati sul versante sud del Monte Rosa. La prospettiva per cui si batte Marcello Dondeynaz, insieme al comitato “Ripartire dalle cime bianche” di cui è referente, guarda in altra direzione: lo sviluppo di un turismo dolce che tuteli e valorizzi le particolarità geologiche, paesaggistiche, naturalistiche, archeologiche, storiche e culturali di un ampio vallone, caro anche allo scrittore Paolo Cognetti, che si estende dai 1.900 ai 3.100 metri. Affiancandolo durante l’inverno con un servizio di car-sharing ad auto elettriche che colleghi tutte le stazioni sciistiche della Val d’Aosta. Utopia? No, considerando che i costi sarebbero un decimo rispetto ai propositi di insostenibile aggressione alla montagna. Difendiamola con un voto!

Salvatore Saponara, Gullì (Me), 1958

San Luca, in Aspromonte, era noto per l’imperversare della ‘ndrangheta. Tanto che nel 2013 il Comune è stato sciolto e nessuno si è più candidato a sindaco. Così è stato nominato commissario Salvatore Gullì, che in 3 anni ha sistemato i conti e avviato alcune azioni condivise dai
cittadini: dopo la ristrutturazione dell’acquedotto l’80% paga il tributo idrico, i rifiuti si raccolgono tramite i bidoni familiari, è stata riaperta una strada che porta al Santuario di Polsi, lo stadio è di nuovo agibile. Certo, il ripristino della democrazia dovrà completare questo processo. Ma intanto San Luca guarda al futuro grazie all’attivazione dello Sportello lavoro di Confindustria e all’incontro con imprenditori di altre regioni nel segno dell’economia circolare. Votiamolo a sostegno del riscatto di questo e altri i territori!

Progetto Vento, Milano, 2010

VenTo, dorsale cicloturistica italiana di EuroVelo 8, punta a collegare Venezia a Torino per 700 km lungo il Po. Una sfida lanciata 8 anni fa pensando che la rigenerazione territoriale si possa ottenere con opere leggere in grado di produrre lavoro nelle aree più fragili. La mobilitazione dal basso ha condotto, nel 2017, al bando di gara per 2 milioni, il primo in Italia per un’opera di questo genere. Ma il valore aggiunto sta nel metodo di progettazione, basato su workshop regionali, pedalate collettive, reti fra cittadini, imprese e istituzioni. Tutto intorno al gruppo di ricerca del dipartimento di Architettura e studi urbani del Politecnico di Milano (Paolo Pileri, Alessandro Giacomel, Diana Giudici, Camilla Munno, Rossella Moscarelli e Federica Bianchi), dov’è nata questa intuizione. Con loro pedaliamo verso il futuro!
Recup, Milano 2016

La “c” nel logo è una banana, semplice e provocatoria. Due aggettivi che si coniugano bene col progetto lanciato nel 2016 a Milano da Rebecca Zaccarini, giovane laureata in Comunicazione che aveva partecipato alle attività contro lo spreco alimentare in Francia. Una volta rientrata ha pensato di replicare la buona pratica: un servizio di recupero degli alimenti invenduti nei mercati da donare a chi ne abbia bisogno. Strada facendo ha incontrato Ilaria Piccardi e Federica Canaparo, animate dagli stessi valori, poi il gruppo è cresciuto, di loro ha scritto persino il “Guardian”. Oggi Recup è attiva in 10 mercati milanesi, con circa 30 volontari fra studenti, disoccupati, pensionati, senza fissa dimora, cittadini italiani, europei, extracomunitari e apolidi. Ogni voto per loro è una promessa di sobrietà.

Guendalina Salimei, Roma, 1962

Trovare una luce positiva anche dove sembra regnare il degrado. È l’obiettivo che l’ha spinta a occuparsi di Corviale, il palazzo lungo un chilometro edificato negli anni ’70 su via Portuense, a Roma, ancora oggi fra i simboli delle periferie difficili. Qui Guendalina, direttrice dello studio di architettura Tstudio, ha riprogettato in un’ottica comunitaria il quarto piano del Serpentone, come lo chiamano i romani, disegnando un “km verde” con spazi comuni e 110 appartamenti. La fascia naturale che correrà all’altezza del quarto piano, sul lato esterno del complesso, rappresenta il segno più visibile della rinascita. Una storia ripresa nel film “Scusate se esisto”, diretto da Riccardo Milani, con Paola Cortellesi nel ruolo dell’architetta. Votiamo per lei se crediamo che la bellezza possa rigenerarsi ovunque!