Prevenzione dei rifiuti: l’Italia presenta il programma, ma le buone intenzioni non bastano

L’efficienza nell’utilizzo delle risorse è indispensabile per garantire competitività all’Europa e sostenibilità alla nostra economia

[11 ottobre 2013]

Per una volta in anticipo rispetto alla scadenza, l’Italia rispetta il limite fissato dall’Unione europea presentando il proprio Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti. La deadline fissata dalla direttiva quadro scadeva infatti il prossimo 12 dicembre. Un’eccezionalità ribadita dal fatto che il testo rappresenta – come sottolinea il ministero dell’Ambiente – per l’Italia «il primo esempio di programmazione a livello nazionale nel campo della prevenzione dei rifiuti». Le buone notizie, però, si fermano quasi subito.

La gerarchia europea sulla gestione integrata dei rifiuti pone come primo gradino da salire proprio l’azione alla fonte, ossia la prevenzione dei rifiuti (seguita dal riciclo di materia, e dopo, dal recupero energetico e solo residualmente dalla discarica), ed è bene che il governo abbia accennato al primo e dunque più importante passo sulla scala. Ma per compierlo definitivamente è ovvio che non basta fare l’elenco delle buone intenzioni, limitandosi a mettere in fila «una serie di misure di carattere generale che possono contribuire in misura rilevante al successo delle politiche di prevenzione nel loro complesso».

In questo pamphlet da una dozzina di pagine, gli unici numeri presenti sono i primi due della tabellina del 5. Cinque e dieci, ovvero le percentuali individuate dal dicastero come soglia-obiettivo per – rispettivamente – la riduzione per unità di Pil della produzione di rifiuti urbani e dei rifiuti speciali non pericolosi da una parte, e la riduzione dei rifiuti speciali pericolosi dall’altra. «Entro un anno – si legge dunque nel testo – le regioni sono tenute a integrare la loro pianificazione territoriale con le indicazioni contenute nel Programma nazionale». Questi obiettivi non presentano però alcuna contropartita economica. Né incentivi/disincentivi monetari per inseguirli, né sanzioni per quelle regioni inadempienti (e ci saranno, è praticamente una certezza) che non recepiranno in tempo o in pieno le già magre indicazioni contenute del provvedimento ministeriale.

Inoltre, un’ipotesi non così aleatoria aleggia sul calcolo adottato nel testo per la definizione degli obiettivi. Le percentuali di riduzione sono commisurate, come detto, per unità di Pil. E se il Pil non cresce – come avvenuto in questi anni di lunga crisi economica – che succede? Succede che gli obiettivi di prevenzione dei rifiuti restano fermi al palo.

Per adottare una strategia di più ampio respiro, sarebbe utile riuscire a inserire il nodo-rifiuti all’interno di una più generale analisi sull’utilizzo efficiente delle risorse, un piano particolarmente scivoloso per l’Italia e l’Europa tutta. Come evidenzia Confindustria nel suo ultimo studio in merito, «nell’Unione europea l‘utilizzo delle risorse si attesta, da circa due decenni, tra le 15-16 tonnellate pro-capite l’anno, a dispetto di un dato medio mondiale di circa 10 t. Cercando di analizzare in termini dinamici il problema, l’EEA evidenzia come l’Europa abbia utilizzato per anni (in modo continuativo dal 1970 al 2008) un quantitativo sempre maggiore di risorse».

Il consumo dell’Italia, in particolare, oscilla attorno alle 12 tonnellate. Solo negli ultimi due decenni c’è stata una stabilizzazione grazie all’aumento dell’efficienza nell’utilizzo delle risorse, ma i valori assoluti rimangono ancora fuori scala ecologica, troppo elevati. Per garantire competitività economica all’economia europea, e soprattutto per provare a rimanere all’interno dei limiti dell’unico e ancora meraviglioso pianeta di cui disponiamo, è necessario da oggi in poi accompagnare seriamente (e dunque anche economicamente) l’attenzione dedicata alla rinnovabilità dell’energia a quella della rinnovabilità della materia e alla sua preservazione, per quanto possibile. Le buone intenzioni sono importanti, ma da sole possono anche condurre all’inferno.