Il dato riferito all’Italia è fermo al 13%, mentre quello dell’Europa al 6%

La provincia di Siena assorbe più gas serra di quanti ne emette: arriva a quota 100,8%

Complice anche la crisi economica, emissioni da consumo di energia elettrica a -56,19% in 7 anni

[17 dicembre 2014]

Nel 2012 i gas serra prodotti in provincia di Siena sono stati pari a 1,297,668 t CO2eq, a fronte di una capacità di assorbimento di 1,308,215 t CO2eq.In altre parole, la percentuale di abbattimento delle emissioni complessive del territorio senese è stato pari a 100,8% sul totale. E un risultato ancora maggiore è stato ottenuto nel 2013 – anche se questi dati non sono ancora definitivi – quando le emissioni di gas serra sono state pari a 1,208,550 t CO2eq,il 24% in meno di quelle registrate nel 2006, anno di riferimento del progetto REGES in cui il totale delle emissioni è stato pari a 1.590,288t CO2eq .

Sono questi i risultati emersi dai monitoraggi effettuati nel 2012 e nel 2013 dalla Provincia di Siena attraverso il Progetto REGES (Riduzione delle Emissioni di Gas a Effetto Serra), e divulgati ieri presso la Casa dell’Ambiente (sede di Sienambiente).

«Il bilancio delle emissioni di gas serra nel 2012 e 2013 – afferma il presidente della Provincia di Siena, Fabrizio Nepi – dimostrano che l’impegno della Provincia di Siena per la riduzione delle emissioni di Co2 è proseguito ottenendo ulteriori e importanti risultati. Il mio augurio e il mio impegno, anche in questo nuovo contesto istituzionale, sarà quello di continuare nella giusta strada intrapresa mantenendo il territorio come punto di riferimento a livello internazionale per gli standard ambientali».

Siena è ancora Carbon Free, dunque, e anzi migliora la propria performance. «Sienambiente, anche attraverso le sue società partecipate, dà un contributo importante al progetto Carbon Free ed allo sviluppo della green economy – ha sottolineato Fabrizio Vigni, presidente di Sienambiente – In particolare, attraverso il riciclo dei rifiuti e la produzione di energia da fonti rinnovabili, contribuiamo a ridurre le emissioni di CO2 e a sviluppare una nuova economia ecologica. Nel 2013, solo con l’energia prodotta dai nostri impianti,  si è evitata l’immissione in atmosfera di oltre 16 mila tonnellate di C02. Un risultato che secondo le stime nel 2014 sarà ulteriormente migliorato, fino a 17 mila tonnellate di C02 evitata».

Simone Bastianoni dell’Università di Siena mette in rilievo alcuni dati di sintesi: sia nel 2012 che nel 2013 il trasporto rimane di gran lunga il settore che incide di più sulle emissioni provinciali (tra il 43 e il 45%), seguito dal riscaldamento (tra il 27 e il 29%) e dalle emissioni di metano dalle discariche (circa il 7.6%). Nonostante questo, sono proprio questi i settori in cui negli ultimi due anni presi in esame si riscontra una maggiore diminuzione di emissioni di gas serra, insieme al settore delle industrie, dove purtroppo ha agito anche la crisi economica, e l’indice relativo al risparmio energetico, dove invece, hanno prevalso gli interventi diretti degli enti pubblici locali, gli incentivi ai privati cittadini ed un generale affermarsi di una cultura sempre più orientata alla tutela dell’ambiente.

Per quanto riguarda le emissioni da consumo di energia elettrica, infatti, nel 2013 si è registrato un – 56.19% rispetto all’anno di riferimento 2006, con un trend di diminuzione costante negli ultimi tre anni: complice evidente, ancora una volta, la crisi economica. Le emissioni da trasporto fanno registrare un – 26.04% rispetto al 2006, mentre il riscaldamento vede emissioni inferiori a quelle dell’anno di riferimento pari al 19.69%. Anche in questi esempi, la diminuzione è costante a partire dal 2011.

Infine, da evidenziare come dal 2006 ad oggi la capacità di riassorbimento di CO2 ha visto un incremento del 14% grazie alle azioni di difesa (antincendio), al consolidamento della superficie forestale ed all’affinamento della metodologia di rilevazione delle superfici boscate. Per avere un termine di paragone, basti pensare che la provincia di Siena è nel 2012 a quota 100.8% di riassorbimento di CO2, mentre il dato 2011 riferito all’Italia è fermo al 13%, mentre quello dell’Europa si attesta intorno al 6%.