Ecco qual è l’energia a disposizione per fare crescere la Toscana, spiegata dall’Irpet

Solo il 15% dei Ktep consumati in Regione è prodotto internamente, con un ruolo determinante esercitato dalla geotermia

[25 luglio 2017]

Anche nel 2016 l’economia toscana torna a crescere, seppur lentamente: +0,7%, come spiega il rapporto Irpet La situazione economica e sociale in Toscana, presentato nei giorni scorsi a Firenze. Quali sono i perché che muovono quest’andamento? L’analisi fornita dall’Istituto per la programmazione economica della Regione mette in evidenza molteplici punti di forza e debolezza presenti sul territorio, ma un’attenzione particolare la merita l’approfondimento Uno sguardo al vincolo energetico, col quale l’Irpet si sofferma sulle fonti d’approvvigionamento e gli impieghi dell’energia in Toscana: un tema cruciale per lo sviluppo e la sua sostenibilità, come lo è anche il vincolo rappresentato dalla risorse naturali imprescindibili per ogni attività economica. Su questi flussi di materia però, purtroppo, l’Irpet non dà stavolta nessun tipo di indicazione.

«I flussi connessi alla generazione e consumo di energia hanno sempre avuto un forte impatto sul sistema economico, in termini di bilancia commerciale, prodotto potenziale nonché per le diseconomie legate ai costi ambientali», ricorda l’Istituto. La Toscana può oggi vantare una più bassa intensità energetica (misurata dal rapporto fra Ktep consumati e Pil) rispetto alla media italiana e della Ue: nel 2013 – l’anno più recente con i dati aggiornati disponibili – in Toscana la generazione di un milione di Pil a prezzi 2010 ha reso necessario un consumo di 93.6 Tep, in discesa rispetto al 2008 (anno pre‐crisi) quando per la stessa quantità di Pil il fabbisogno è stato di 97 Tep». Un valore meno elevato rispetto al dato italiano principalmente grazie a una maggiore efficienza di conversione in calore ed energia elettrica degli input energetici; un minor fabbisogno energetico, per unità di consumo, nel settore residenziale; più bassi consumi relativi finali non energetici.

Per quanto riguarda infine la disponibilità e la domanda di energia dei diversi prodotti, sintetizzata annualmente nel bilancio energetico, è possibile notare che «la Toscana è al pari dell’Italia ancora molto dipendente nella generazione di energia da fonti fossili. In Toscana tuttavia è il gas naturale il principale elemento primario di generazione di energia, mentre ad esempio nel UE è ancora forte la presenza del carbone. L’alta incidenza di combustibili fossili rende ancora presente e stringente il vincolo energetico sulla bilancia commerciale (solo in parte controbilanciato dall’export di prodotti petroliferi) e le diseconomie ambientali».

A migliorare il bilancio spicca l’apporto fornito dalle fonti rinnovabili impiegate sul territorio, con un ruolo indispensabile – all’interno del contesto regionale – fornito dalla geotermia: «Considerando l’offerta complessiva di Ktep regionali solo il 15% è prodotta internamente – argomenta l’Irpet – Per il resto d’Italia una parte della disponibilità di greggio e gas naturale deriva da sorgenti nazionali (9% per il greggio e 11% per il gas naturale), per la Toscana entrambe le fonti sono totalmente importate. Riguardo le energie rinnovabili, se si include il geotermico, il grado di penetrazione dell’energia prodotta da queste fonti è in linea con il dato nazionale. Questo implica tuttavia che la Toscana, rispetto al resto d’Italia, ha un minor ricorso nella generazione di energia da altre fonti rinnovabili (soprattutto eolico e fotovoltaico)». In fatto di rinnovabili, l’eccellenza in Toscana è soprattutto geotermica. Senza l’apporto della geotermia, dunque, la Toscana delle eccellenze ambientali sarebbe sotto la media nazionale per quanto riguarda le rinnovabili.