Quale crescita per l’Italia? Padoan: «Non può che essere inclusiva e sostenibile, o non ci sarà»

L’intervento del ministro dell’Economia a “Europe Ambition 2030 – Europa leader mondiale dello sviluppo sostenibile”

[24 marzo 2017]

Trainata dall’industria manifatturiera «la cui produzione è osservata un po’ ovunque in rapido aumento», secondo le stime appena prodotte dal Centro studi Confindustria la ripresa dell’economia globale in questo 2017 tornerà a dare un po’ d’ossigeno anche all’Eurozona, dove gli investimenti «sono attesi in aumento» e «il grado di utilizzo degli impianti ha toccato l’83% nel trimestre in corso, il massimo storico».

A incidere in profondità sul quadro globale è l’andamento dei prezzi delle materie prime, motore di ogni industria. Come riassume il Centro studi confidustriale, «il prezzo del Brent è caduto a 50,3 dollari a marzo, da 56,1 a febbraio. I fondi hanno liquidato posizioni lunghe, dopo aver puntato sul rialzo trainato dal taglio OPEC (-1,0 mbg a febbraio da fine 2016), giacché l’offerta è balzata negli USA (+0,6 mbg a marzo da ottobre). Il surplus mondiale potrebbe sì azzerarsi (+0,1 mbg nel 2017; stime EIA), ma le scorte restano enormi (3.067 milioni di barili nell’OCSE). Il ribasso del greggio riduce il reddito dei paesi petroliferi e ne frena l’import. Nei paesi importatori di oil attenua l’aumento dell’inflazione. Che in Italia è salita all’1,6% annuo a febbraio (-0,2% in ottobre) proprio sulla scia dei rincari di energetici (+4,8% da -3,6%) e alimentari (+3,6% da -0,2%); la dinamica core resta bassa (+0,6%; fermi i prezzi dei beni industriali). I prezzi anche delle materie prime non-oil si sono ridotti a marzo (-4,7%, indice Economist in dollari), in particolare delle commodity alimentari (-4,3%), degli input agricoli nonfood (-5,7%) e dei metalli non ferrosi (-5,1%). L’indice totale resta comunque in buon aumento su base annua (+10,6%), spinto dal rafforzamento della domanda mondiale».

Come sottolinea Confidustria, la situazione economica italiana continua ad essere meno rosea rispetto a quella dei principali competitor. «Il Pil continua ad arrancare, anche a causa della’andamento negativo della produzione industriale», anche se non manca una timida inversione di rotta: «In Italia – spiega il Csc – gli incentivi hanno rilanciato gli investimenti: nel 2016 +7,6% quelli in macchinari e mezzi di trasporto».

Il ministro dell’Economia italiano Pier Carlo Padoan si dice comunque convinto che «il quadro macroeconomico nazionale migliorerà in termini di Pil e inflazione». In particolare, intervenendo in seno alla conferenza internazionale “Europe Ambition 2030 – Europa leader mondiale dello sviluppo sostenibile: un’opportunità unica per costruire un’Unione Europea più forte”, tenutasi su iniziativa dell’Asvis (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile), il ministro Padoan ha esordito affermando che «la crescita non può che essere inclusiva e sostenibile. Altrimenti la crescita non ci sarà».

Come riportano dall’Asvis, il ministro ha annunciato, come prova dell’impegno del governo italiano a promuovere una crescita inclusiva, l’inserimento nel prossimo Documento di economia e finanza degli indicatori del Bes (Benessere equo e sostenibile) utili alla valutazione sociale della politica economica e del Bilancio di genere per valutare l’impatto delle riforme sulle donne e sugli uomini.

L. A.