Ecco quanto conta la conferma dell’ecobonus al 65% per l’efficienza energetica

[8 ottobre 2014]

Nella legge di Stabilità che il governo Renzi (affaccendato oggi con il discusso Jobs Act) si appresta a presentare una delle poche novità positive dovrebbe riguardare la conferma dell’ecobonus al 65% per quanti hanno intenzione di effettuare interventi di efficienza energetica nelle proprie abitazioni.

La decisione, in bilico fino all’ultimo momento, non è di poco conto. Ad oggi l’ecobonus sarebbe infatti destinato a cambiare. Secondo il quadro normativo attuale (Legge 147 del 27/12/2013), ricorda oggi l’Enea, le detrazioni fiscali introdotte dalla Legge Finanziaria 2007 prevedono un’aliquota incentivante del 65% che andrà in scadenza al 31/12/2014 per interventi su singole unità immobiliari e al 30/06/2015 per interventi su parti comuni degli edifici condominiali, per poi essere progressivamente ridotta al 50%.

L’ultimo a promettere che l’incentivo al 65% sopravvivrà al prossimo Capodanno è stato il ministro alle Infrastrutture, Maurizio Lupi. Un’opportunità politica, certo, ma che avrebbe concrete (e positive) ricadute economiche e ambientali, che mette d’accordo anche gli industriali. Anie Confindustria afferma infatti di accogliere «con sollievo le dichiarazioni del Ministro Lupi sulla stabilizzazione dell’ecobonus con aliquota del 65% e del bonus ristrutturazioni al 50% anche per il prossimo anno. Se, come dichiarato, nella Legge di Stabilità 2015 dovesse essere incluso questo provvedimento, si eviterebbe la diminuzione della quota detraibile prevista dalla legge di Stabilità 2014 al 50% per l’ecobonus e al 40% per il bonus ristrutturazioni».

Claudio Andrea Gemme, ovvero lo stesso presidente di Anie Confindustria, appare speranzoso «Non possiamo che riporre grande fiducia nell’annuncio fatto: significa che finalmente i nostri governanti hanno compreso l’importanza e la strategicità di questo meccanismo incentivante che, secondo gli ultimi dati, vale ormai il 2% del PIL nazionale e 29 miliardi di investimenti da parte delle famiglie, e che ha portato nelle casse dello Stato 5 miliardi non previsti di gettito Iva. Si tratta di una fonte di sollievo per tutte le aziende Anie che operano a stretto contatto con il settore edilizio: solo nell’industria Elettrotecnica ed Elettronica italiana sono quasi 137.000 gli addetti coinvolti direttamente e indirettamente nel comparto delle costruzioni. Senza contare poi che nella detrazione Irpef 50% rientrano anche i pannelli fotovoltaici (fino a 20 kw nominale) per la produzione di energia elettrica: dalla stabilizzazione potrebbe così arrivare una boccata di ossigeno per le imprese dell’industria delle rinnovabili, già prostrate dalla modifica penalizzante dei meccanismi incentivanti».

Come dimostra con dovizia di particolari proprio l’Enea, che da sempre ha contribuito alla gestione delle detrazioni fiscali in oggetto, da una prima lettura  dei dati raccolti nel 2013 attraverso il sito http://finanziaria2013.enea.it si «riscontra un significativo aumento degli interventi di riqualificazione energetica rispetto all’anno precedente».

Un trend che non è casuale.  «Il numero delle pratiche inviate – precisano dall’Enea –  supera i 355.000, con un aumento di circa il 35% rispetto al 2012. Altrettanto positivi i risultati in termini sia di risparmio energetico, con un incremento del 25% circa rispetto all’anno precedente, sia di investimenti, che raggiungendo quasi i 3,5 miliardi di euro evidenziano un aumento di circa il 20%. Da queste prime anticipazioni sembra evidenziarsi l’efficacia dell’innalzamento dell’aliquota incentivante dal 55% al 65%, e ciò risulta ancora più significativo in un contesto di crisi economica del settore dell’edilizia».

Trascorso già da qualche giorno il 30 settembre sono ormai scaduti i termini per l’invio della documentazione per usufruire dell’ecobonus al 65% per l’anno 2013 da parte di coloro che hanno effettuato interventi di efficienza energetica nelle loro abitazioni. Garantire che questa possibilità continui a esistere anche in futuro sembra solo questione di buon senso: speriamo che tra Parlamento e governo se ne riesca a racimolare abbastanza.