Con una media pro capite di 5,60 kg è al primo posto in centro Italia

Raee, la Toscana al top nella raccolta dei rifiuti elettronici

Bramerini: «La raccolta differenziata non l’obiettivo finale, via d’uscita dalla crisi è green economy basata sul riciclo»

[27 giugno 2013]

La crisi morde, e si fa sentire anche nella raccolta dei Raee, i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. La Toscana però va in controtendenza: dal dossier prodotto dal Centro di coordinamento Raee della Regione emerge infatti che nel 2012 è andato alla Toscana il primo posto in centro Italia per i quantitativi assoluti raccolti (con 20.581.913 kg di Raee totali e una media pro capite di 5,60 kg per abitante).

La Regione, al contrario del trend nazionale, registra anche un lieve aumento della raccolta rispetto all’anno precedente, centrando un +2,08% nella variazione della raccolta nel 2012 rispetto al 2011). Secondo i dati offerti dal Centro di coordinamento, invece, l’Italia viaggia in media in direzione opposta, con un -8,51% nella raccolta (e 237.965.563 kg di Raee raccolti in totale): una riduzione rilevata dal Centro per la prima volta in 5 anni d’attività.

«Le cause di questa riduzione dei quantitativi – spiega Danilo Bonato, presidente del Centro – vanno ricercate sicuramente nella crisi economica che, già dallo scorso anno, ha spinto le famiglie a ridurre l’acquisto di elettrodomestici diminuendo, di conseguenza, il volume di rifiuti conferiti presso le strutture adibite alla raccolta. Un’altra ragione va ricercata nell’aumento dei prezzi medi delle materie prime che, rendendo maggiormente appetibile il riciclo di alcune categorie di Raee contenenti metalli speciali e preziosi, hanno portato ad una crescente sottrazione di Raee da parte di operatori non operanti nella filiera ufficiale».

Basti pensare che, prendendo a prestito un’immagine offerta dal commissario europeo per l’Ambiente, Janez Potočnik, che «in 10 chili di cellulari c’è abbastanza oro per fare un anello». Si capisce così la dimensione di una tentazione alla quale il circuito di recupero “fai da te” resiste sempre meno. Questa tendenza «rende ancora più importante l’analisi della gestione dei Raee nelle singole realtà locali per approfondire meglio l’andamento della raccolta. In questo modo – spiega Bonato – è possibile infatti individuare i punti di forza e le criticità di un sistema che ormai lavora a regime con efficienza, ma che necessita di continui stimoli per rendere capillare e omogeneo il servizio di raccolta in tutto il Paese».

Un obiettivo e un percorso che non si concludono qui. «A breve la Toscana adotterà il nuovo Piano dei rifiuti e delle bonifiche – osserva l’assessore regionale all’Ambiente, Anna Rita Bramerini – che tra i suoi principali obiettivi ha proprio quello del riciclo. Il Piano dovrà essere lo strumento attraverso il quale realizzare una possibile via d’uscita dalla crisi economica, che colpisce anche la nostra Regione, attraverso una green economy basata sul riciclo, rispetto al quale la raccolta differenziata rappresenta il mezzo e non il fine. Vogliamo che la nostra regione diventi sempre più europea nella gestione dei rifiuti. In questa pratica è fondamentale anche che le aziende sappiano dove conferire i materiali a prezzi certi, e con procedure standard predefinite: dove infatti è garantita la destinazione finale del rifiuto il suo percorso può essere tracciato, là sono più difficili le infiltrazioni malavitose e più facili ed efficaci i controlli».

In attesa di un testo definitivo in merito al Piano dei rifiuti e delle bonifiche, da poter valutare nel suo complesso, l’assessore prosegue analizzando nello specifico il settore dei Raee. «Il fatto che nella nostra Regione ci siano 173 strutture di conferimento dei Raee ha contribuito a farci raggiungere posizioni in vetta alla classifica tra le regioni del centro Italia. Sommate ai 13 Luoghi di raggruppamento, questo sistema ci permette di registrare 5,07 centri di conferimento ogni 100 mila abitanti. Un risultato che dimostra il grande lavoro che stiamo facendo (nel 2009 le strutture di conferimento erano 118) ma che può e deve essere migliorato. Ancora troppi sono i rifiuti ingombranti che vengono abbandonati, se va bene, accanto ai cassonetti. Servono in questo senso – conclude la Bramerini – ancora informazione e sensibilizzazione».