Raee, vittoria 1 contro 0: è legge il ritiro gratuito dei piccoli rifiuti elettronici

Ecolight: ad oggi «solo il 14% segue un corretto iter di raccolta differenziata, trattamento e recupero»

[11 luglio 2016]

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È stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il cosiddetto decreto “1 contro 0”, che a partire dal prossimo 22 luglio sancisce l’obbligo per i grandi punti vendita di ritirare gratuitamente dei Raee (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) con dimensioni fino a 25 cm, senza alcun obbligo di acquisto di nuovi apparecchi da parte del cittadino.

Telefoni cellulari, tablet e smartphone, ma anche phon e rasoi, ad esempio, rientrano dunque nella normativa. Per i distributori – spiegano dal ministero dell’Ambiente – gli oneri derivanti dalla gestione dei rifiuti conferiti presso i loro locali sono stati semplificati e in parte allineati con quanto già previsto dalle modalità di raccolta “1 contro 1” in vigore dal 2010. Sono disciplinate le caratteristiche del punto di raccolta messo a disposizione dei cittadini, che dovrà essere liberamente e facilmente fruibile, essere adeguatamente segnalato e riportare visibilmente l’indicazione delle tipologie di RAEE conferibili. Nel decreto ci sono poi le modalità con le quali allestire, nelle pertinenze del locale vendita, un deposito preliminare in cui conferire i RAEE prima del loro ritiro da parte degli operatori per il successivo invio a recupero. Gli adempimenti che garantiscono la corretta tracciabilità dei rifiuti che sono stati adeguatamente semplificati per facilitare la rapida diffusione del sistema di raccolta.

Nel caso dei distributori più piccoli, sotto i 400 metri quadri, il ritiro può avvenire in maniera facoltativa.

«Già previsto nella normativa generale sui Raee entrata in vigore due anni fa, con questo decreto l’Uno contro Zero diventa a tutti gli effetti operativo. Lo scopo – osserva Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight, tra i principali consorzi nazionali no profit per la gestione dei Raee – è incrementare la raccolta di questi rifiuti in vista degli obiettivi europei: entro la fine di quest’anno dovremo arrivare a raccogliere il 45% di quanto immesso. Scopo è anche aumentare la sensibilità ambientale verso questo i rifiuti elettronici». Cellulari, tablet, piccoli elettrodomestici ed elettroutensili di ridotte dimensioni che non funzionano più sono ad oggi tra i rifiuti elettronici più difficili da intercettare: «Solamente il 14% segue un corretto iter di raccolta differenziata, trattamento e recupero; la parte restante viene spesso dimenticata in fondo a qualche cassetto o armadio, oppure nella peggiore delle ipotesi viene messa nel sacco dell’indifferenziata. Eppure questi rifiuti rappresentano anche una vera risorsa di materie prime seconde: il 95% può essere riciclato».