La pronuncia sul secondo quesito è attesa per mercoledì 14 novembre

Referendum su Rimateria, la commissione boccia l’ammissibilità del primo quesito

Il commento dell’azienda: «Nessun referendum farà sparire come per miracolo le quattro discariche con le migliaia di tonnellate dei rifiuti ammassati in quest’area»

[13 novembre 2018]

La commissione appositamente istituita a Piombino per valutare il primo dei due quesiti referendari lanciati quest’estate dalle forze d’opposizione sul futuro di Rimateria, azienda locale attiva nell’economia circolare, ha valutato come non ammissibile il quesito. Come spiega il Comune di Piombino «si è trattato di una valutazione sotto un profilo prettamente giuridico, sulla base anche di una serie di pronunce giurisprudenziali del Tar e del Consiglio di Stato». La decisione ruota attorno al fatto che «l’iter di  costruzione di un impianto come quello della discarica richiede infatti la compartecipazione di altri enti e quindi esula dalla esclusiva competenza locale, requisito fondamentale per l’ammissibilità del referendum secondo lo Statuto comunale».

Ricordiamo che il primo quesito referendario intende “consentire alla popolazione piombinese di esprimersi sull’essere d’accordo o meno sul nuovo progetto di Rimateria che prevede la realizzazione nel Comune di Piombino, e particolarmente nell’area di Ischia di Crociano, di una discarica capace di accogliere 2.500.000 metri cubi di rifiuti speciali come previsto dalla richiesta di Via presentata il 30 maggio 2018 alla Regione Toscana”. Al proposito può essere utile evidenziare che la “nuova” discarica consiste in realtà nella razionalizzazione e messa in sicurezza degli spazi di discarica già presenti nell’area (e in particolare della Li53, dove attualmente i rifiuti sono stoccati in modo incontrollato), come più volte spiegato dall’azienda anche nel corso di numerosi confronti aperti al pubblico.

In ogni caso, come dichiarano anche l’azienda, «la decisione se fare o no il referendum è una scelta che spetta esclusivamente alla politica. Due questioni però – commentano da Rimateria – ci sentiamo di sottolineare. Le quattro discariche con le migliaia di tonnellate dei rifiuti ammassati in quest’area, restano. Nessun referendum le farà sparire come per miracolo. Chiunque vorrà governare, dovrà indicare con quali soldi e quali mezzi mettere in sicurezza l’area di Ischia di Crociano e come gestire i rifiuti industriali che saranno prodotti dalle acciaierie. Rimateria – conclude l’azienda – ha la solidità e le competenze per fare questo lavoro garantendo sicurezza e protezione dell’ambiente, senza gravare sulle tasche dei cittadini».

In tutta questa vicenda la posizione espressa ieri dalla commissione segna comunque un punto fermo. «Le motivazione della non ammissibilità verranno comunque formalizzate e rese note – aggiungono dal Comune – nella nuova seduta prevista per mercoledì 14, durante la quale la commissione si pronuncerà anche sul secondo quesito, quello relativo alla vendita delle quote azionarie, sul quale sono in corso ulteriori approfondimenti. La commissione tecnica ha comunque fatto valutazioni in mero punto di diritto con l’intento di non sostituirsi alla politica. Ci sarà poi una fase due, che è quella più propriamente politica, durante la quale il consiglio comunale potrà decidere ugualmente di procedere. La decisione della commissione potrebbe essere ribaltata dal Consiglio comunale con una maggioranza qualificata del consiglio e cioè dei 2/3 dei consiglieri».

Ma, nel dettaglio, chi è stato chiamato a comporre la commissione? «Delle due commissioni, una per ogni quesito – concludono dal Comune – fanno parte Angelo Trotta in qualità di presidente, Maria Luisa Massai segretario generale, Maurizio Poli dirigente Affari legali, Federico Paradisi responsabile Servizio elettorale, Renzo Grassi in qualità di esperto indicato dal sindaco, e due esperti indicati dal Comitato promotore che saranno Francesco Ferrari e Fabrizio Callaioli rispettivamente per il primo e per il secondo quesito».