In Italia il governo ritarda da mesi le linee guida per l’utilizzo della risorsa

A Renzi le rinnovabili piacciono fuori confine: applausi alla geotermia italiana, in Nevada

Il premier inaugura la centrale di Stillwater: a luglio 2015 il lancio in Toscana di un impianto simile, nell’indifferenza della politica nazionale

[30 marzo 2016]

enel renzi stillwater

Il presidente del Consiglio dei ministri italiano è volato dall’altra parte del mondo, a Fallon (in Nevada), per inaugurare un’eccellenza globale, verde e “italiana”. Oggetto della visita è stato l’impianto ibrido rinnovabile di Stillwater: una centrale a marchio Enel green power, la prima al mondo a combinare nello stesso sito tecnologie basate sul geotermico a ciclo binario a media entalpia, il solare termodinamico e il solare fotovoltaico.

L’impianto è in realtà entrato in funzione nel 2009, quando venne completata la centrale geotermica, ed è già stato insignito del premio Geothermal energy association honors nel settore “Progresso tecnologico” per quattro anni consecutivi, nel 2012, 2013, 2014 e 2015. Il sito non ha però mai cessato di essere frontiera di innovazione tecnologica: nel 2012 Egp ha aggiunto un’unità di solare fotovoltaico da 26,4 MW all’impianto geotermico (da 33,1 MW), e l’anno scorso ha ultimato il quadro con un ulteriore integrazione, un sistema solare termodinamico da 2 MW. Unendo per la prima volta nel mondo tre fonti rinnovabili nello stesso sito, Enel green power «è riuscita a sfruttare appieno le attività già installate, creando – sottolineano dall’azienda – un impianto complessivamente più efficiente e produttivo». In base ai risultati di una ricerca condotta fra marzo e dicembre 2015, l’aggiunta del solare termodinamico ha «consentito un incremento complessivo della produzione di Stillwater del 3,6% rispetto al solo geotermico». Un incremento significativo, viste le cifre in gioco, e soprattutto un antesignano: «La lezione appresa in questa struttura solare-geotermica avanzata – spiega l’ad di Enel, Francesco Starace – contribuirà in modo fondamentale allo sviluppo di altri impianti ibridi in tutto il mondo».

Non in Italia: già sulle pagine de La Repubblica l’ad ha premesso che «l’impatto paesaggistico di una centrale come Stillwater non sarebbe accettabile da noi». Gli Usa godono di spazi assai diversi dai nostri, ma la testa del progetto rimane tutta italiana. «Per la messa in marcia di Stillwater sono venuti appositamente degli specialisti italiani da Larderello – sottolinea Starace –, hanno formato la forza lavoro locale. È certo un motivo di orgoglio, il riconoscimento che in queste tecnologie l’Italia è la pioniera mondiale».

E in effetti il know-how italiano in tema di geotermia, grazie all’esperienza secolare in Toscana, non ha pari al mondo. Quanto a innovazione le rinnovabili ci vedono primeggiare in svariati campi, ma è triste constatare che a questo straordinario capitale di conoscenze non si accompagnino né investimenti adeguati, né una struttura normativa funzionale a catalizzarli.

Mentre gli investimenti nel settore delle rinnovabili hanno appena tagliato un nuovo record nel mondo, in Italia stanno letteralmente precipitando. Dal 2011 sono diminuiti di 30 volte, e solo dal 2014 al 2015 – anni di governo Renzi – hanno perso un 21%. Secondo l’Unep «l’incertezza politica ha offuscato molti mercati, compreso quello italiano», e nella fattispecie i tagli retroattivi del governo Renzi agli incentivi «hanno contribuito» al tracollo.

Il premier fa giustamente vanto dei successi italiani in ambito geotermico nel mondo, ma all’interno dei patri confini i suoi ministri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente non riescono ad approvare le linee guida promesse proprio per lo sviluppo della geotermia nel Paese: i termini di legge sono scaduti lo scorso ottobre, ma ancora del testo non si vede l’ombra. In compenso, la campagna dell’esecutivo pro-trivelle – a caccia di idrocarburi però, non del calore della terra – in vista del referendum del 17 aprile non conosce sosta.

Al premier evidentemente le rinnovabili piacciono, ma fuori confine. «Visitiamo la centrale di energie rinnovabili più innovativa del mondo – ha gonfiato il petto Renzi, in Nevada – Che è italiana, anche se spesso il nostro Paese sembra fare tutto per nascondere le proprie eccellenze». Ricordiamo però che lo scorso luglio in Toscana, sempre ad opera di Enel green power, con l’avvio operativo della centrale geotermica ibrida “Cornia 2” è stato segnato un record speculare a quello di Stillwater in fatto di rinnovabili: “Cornia 2” è infatti il primo impianto al mondo dove biomassa forestale da filiera corta integra una centrale geotermica. Stessi attori, stesso tasso di innovazione rispetto a Stillwater. Solo che il copione si è svolto nel Comune di Castelnuovo Val di Cecina anziché nel grande e lontano Nevada. E in Toscana, per l’inaugurazione dell’impianto dal premier Renzi (toscano di nascita) non arrivò neanche un biglietto d’auguri.

Foto: T. Barchielli