Riciclo delle plastiche, in Toscana l’eccellenza non basta: si rilancia

Si incrementa l’accordo sul plasmix tra Regione Toscana, Revet, Revet Recycling, Corepla, Conai e Anci Toscana

[19 giugno 2014]

Un settore pubblico ben funzionante non si limita alla gestione della burocrazia o all’ordinaria amministrazione, per quanto fondamentali, ma aiuta, indirizza e investe in prima persona in quei settori economici che possano garantire lo sviluppo del territorio a lungo termine: una nicchia che oggi è certamente occupata dalla green economy. Lavorando in sinergia con una fetta di imprenditoria privata e lungimirante, questo in Toscana sta accadendo da tempo, e ha portato alla nascita di un polo del riciclo di rilevanza internazionale; chi si ferma è però perduto, e ancora resta ancora molto su cui lavorare. Ecco perché è incoraggiante vedere la firma, oggi, che unisce Regione Toscana, Revet, Revet Recycling, Corepla, Conai e Anci Toscana, e che rinnova l’accordo relativo alle plastiche miste provenienti da raccolta differenziata confermando e incrementando la collaborazione con la Regione iniziata nel 2010.

Delle plastiche tutto si può riciclare, non solo bottiglie e flaconi, ma anche gli altri tipi di imballaggi derivati dalla raccolta differenziata che risultano meno appetibili per il mercato e che per questo spesso sono destinati a recupero energetico. E’ questo uno dei capisaldi della sfida messa in campo da tempo dalla Toscana sul fronte del riciclo e del recupero delle frazioni di rifiuti più critiche da gestire: il cosiddetto plasmix (plastiche eterogenee delle raccolte differenziate), di cui in Toscana – come ricorda l’ad di Revet, Recycling, Emanuele Rappa – si raccolgono e selezionano ogni anno più di 20mila tonnellate.

Con un progetto in via di consolidamento ormai da 4 anni, nel 2010 venne dato il via alla fase di ricerca e quindi alla sperimentazione sul plasmix che ha portato nell’agosto del 2013 ad accendere l’impianto di Revet Recycling. «Il nostro motivo di soddisfazione – ha detto Alessandro Pesci, segretario generale Anci Toscana – sta soprattutto nel fatto che ad essere premiata non è soltanto la raccolta differenziata, ma anche i progetti di avvio a riciclo di quelle frazioni estranee (plasimx) che in altre regioni vengono termovalorizzate. In Toscana invece, attraverso l’intesa tra i diversi livelli istituzionali, queste ultime vengono inserite in ulteriori progetti di riciclo e quindi utilizzate dall’industria».

L’obiettivo dell’accordo, dunque, è quello di massimizzare il riciclo delle plastiche miste provenienti dalle raccolte differenziate toscane e rendere la nostra Regione sempre più un modello industriale di eccellenza. «Grazie al dialogo aperto con Corepla, la Regione Toscana, insieme a Revet, da qualche anno è sulla ribalta europea grazie al riciclo che riesce a fare delle plastiche miste provenienti dalla raccolta differenziata fatta dai cittadini e di questo siamo orgogliosi – ha detto l’assessore regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini – Mentre quasi ovunque, compresa la Germania, tale frazione viene generalmente avviata a recupero energetico o allo smaltimento in discarica in Toscana, grazie a ricerca e know-how di avanguardia, assume la forma di oggetti di consumo. Passaggi non scontati e di valore che vanno nella direzione della salvaguardia dell’ambiente e del consolidamento della green economy, creano nuovi settori produttivi e aprono nuove opportunità di lavoro, un aspetto che ci sta molto a cuore nell’attuale situazione di crescente disoccupazione».

Oltre a prevedere un corrispettivo da parte di Corepla da riconoscere a Revet Recycling per ogni tonnellata di plasmix avviato a riciclo, l’accordo intende promuovere, attraverso la Regione Toscana, Anci e Anci Toscana la diffusione degli acquisti verdi (green pubblic procurement), in particolare di manufatti in plastica riciclata per incrementare le quote di utilizzo finora conseguite dagli enti locali. Proprio Giorgio Quagliuolo, presidente Corepla, sottolinea: «Dare valore anche alle plastiche miste contribuendo a sviluppare applicazioni e sinergie in grado di aumentare il riciclo degli imballaggi in plastica a costi sostenibili promuovendo nel contempo il mercato delle materie riciclate, è un’opportunità per tutta la filiera che volentieri cogliamo. Ed è anche una sfida dell’intero comparto, orientato all’individuazione di ulteriori campi di applicazione e nuove soluzioni tecnologiche di riciclo».

In definitiva, l’accordo firmato vuole promuovere e incrementare la filiera industriale toscana di selezione, riciclo e granulazione delle plastiche miste raccolte e selezionate negli impianti del sistema Revet, e infine avviate a riciclo nell’impianto di granulazione di Revet Recycling che è in grado di produrre un granulo adatto alla stampa ad iniezione o a soffiaggio per realizzare qualsiasi manufatto plastico. «Revet e Revet Recycling – spiega il presidente Valerio Caramassi – hanno investito (anche in ricerca) e agiscono sulla base di leggi e norme che presiedono il settore e che prevedono una gerarchia precisa nella gestione dei rifiuti: prevenzione, riuso, riciclo, e solo dopo il recupero energetico e infine la discarica. Ma operano anche sulla base degli obiettivi di sistema, sulla base delle convenienze ambientali di sistema e infine anche sulla base delle convenienze economiche di sistema».