Riciclo a km zero: oltre 3mila tonnellate di tetra pak raccolte e riciclate in Toscana

Una filiera industriale corta e funzionale grazie agli impianti presenti sul territorio, esempio di economia circolare

[22 novembre 2016]

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Che fine fanno i cartoni per alimenti e bevande – dei quali il tetra pak è il più noto e diffuso esempio – che ogni giorno utilizziamo e gettiamo tra i nostri rifiuti? Si parla di quantitativi ingenti: nell’ultimo anno, nella sola Toscana, sono state 3mila le tonnellate raccolte in modo differenziato. Materiali che sono finiti in buone mani.

Le 3.000 tonnellate di rifiuti toscani sono state infatti riciclate attraverso il Consorzio nazionale per il riciclo di carta e cartone Comieco, grazie agli impianti presenti sempre in Toscana: così una filiera industriale corta e funzionale, perfettamente in sintonia con lo spirito dell’economia circolare – di cui il padiglione di Toscana Ricicla, dal quale sono stati diffusi ieri questi dati (e che sarà presente fino a domenica prossima in piazza della Repubblica a Firenze), è testimone materiale.

Il padiglione stesso (nella foto) è infatti realizzato interamente in materiale da riciclo proveniente dalle raccolte differenziate della nostra Regione. Il progetto è stato curato da Toscana Ricicla, la piattaforma di comunicazione creata dalle aziende di igiene urbana della toscana coordinata da Revet; visitando il padiglione si toccano con mano i profili che Revet Recycling ha ottenuto dalla lavorazione del plasmix, gli imballaggi di plastiche miste raccolte dai cittadini toscani e riciclate nell’impianto di Pontedera. Tantissimi anche gli altri riprodotti della filiera di Revet Recycling: il ‘ghiaino’ ottenuto dal densificato, l’intaso del prato sintetico, la compostiera, le tegole la casetta per bambini, le fioriere… trovano ampio spazio insieme ai prodotti derivati anche dal riciclo di altri materiali, come la carta, il vetro, l’acciaio, l’alluminio e il compost.

Quella del tetra pak è dunque un’eccellenza tra le eccellenze. «Nel 2015 la raccolta differenziata dei cartoni per alimenti e bevande è cresciuta del 10% – ha spiegato Sara dello Ioio di Comieco – e grazie agli investimenti di aziende come la Revet che a breve inaugurerà un nuovo impianto di selezione del multimateriale la quota è destinata a crescere ulteriormente. Anche perché i margini di miglioramento sono comunque ancora ampi: i cittadini toscani che hanno la fortuna di poter chiudere il ciclo interamente nella loro regione devono sapere che i loro imballaggi in poliaccoppiato se raccolti correttamente sono in buone mani. Per questo ci auguriamo che la raccolta differenziata cresca sia dal punto di vista quantitativo che da quello qualitativo».

Proprio per veicolare questo messaggio e raccontare la filiera toscana di riciclo dei cartoni per alimenti e bevande, le aziende della filiera si sono date appuntamento al padiglione Toscana Ricicla.

«Ogni cartone Tetra Pak per latte, succo di frutta, pomodoro, vino e legumi è realizzato con fibre di cellulosa provenienti da aree forestali certificate Fsc – dettaglia Lorenzo Nannariello di Tetra Pak Italia – i nostri imballaggi sono dunque pratici, ecologici e funzionali per conservare i prodotti sempre freschi e genuini».

Ma sono utili anche una volta gettati correttamente nel contenitore del multimateriale. In questo modo i cartoni per alimenti e bevande arrivano all’impianto di Revet a Pontedera, dove sono selezionati in balle omogenee, e quindi spedite all’impianto Lucart  in provincia di Lucca.

«Nel nostro impianto – evidenzia Luigi Trombetta, responsabile acquisti materie prime Lucart – vengono separate le diverse componenti dei cartoni: la fibra di cellulosa viene interamente recuperata e trasformata in prodotti tissue per l’igiene della casa e della persona, mentre le frazioni rimanenti – plastica e alluminio, vengono fuse e trasformate in un nuovo materiale che può essere utilizzato per realizzare arredi urbani, pallet o, come nel caso di Venezia, per realizzare i pali di ancoraggio nella laguna».

L. A.