Riciclo del plasmix, dopo la Toscana ora ci prova l’Emilia Romagna

[15 aprile 2014]

A Ferrara è stato siglato un accordo territoriale tra Regione Emilia-Romagna, Atersir, Provincia e Comune di Ferrara, Corepla, Hera S.p.A., Sipro e università di Ferrara per la sperimentazione di modalità operative finalizzate a incrementare il recupero di materia degli imballaggi plastici eterogenei provenienti da raccolta differenziata urbana: praticamente quello che in Toscana si è cominciato a sperimentare nel 2009 e che nell’estate scorsa si è concretizzato nell’accensione dell’impianto di granulazione del plasmix ad opera di Revet Recycling.

L’Accordo è il primo di una serie di azioni analoghe che la Regione Emilia Romagna intende promuovere al fine di perseguire il raggiungimento degli obiettivi previsti dal Piano regionale di gestione rifiuti (Prgr) con associazioni di categoria, consorzi e altri soggetti coinvolti nella loro gestione volti a favorire la chiusura del ciclo dei rifiuti sul territorio regionale, privilegiando il principio di prossimità tra produzione e trattamento e la crescita e lo sviluppo delle aziende regionali operanti nel settore della green economy.

Il presidente Corepla, Giorgio Quagliuolo, ha sottolineato come «la valorizzazione e in particolare il riciclo dei flussi selezionati a partire dalle plastiche miste, a costi sostenibili, sia la vera sfida dei prossimi anni per l’intera filiera. Qualsiasi importante iniziativa che vada in questa direzione costituisce una opportunità da cogliere tanto più nei contesti dove gli Enti locali si offrono come catalizzatori e come facilitatori di iniziative di sviluppo industriale».

Secondo il sottosegretario alla presidenza della Regione Emilia-Romagna si tratta di un accordo che intende potenziare il recupero di materia così come previsto dagli obiettivi del Prgr, ovvero il riciclaggio delle frazioni di rifiuti raccolti per almeno il 65% e l’autosufficienza regionale per il recupero e smaltimento