Riciclo, Pontedera polo industriale unico in Italia

[15 dicembre 2014]

I numeri parlano chiaro: con un fatturato di quasi 350 milioni di euro, quasi 400mila tonnellate di materiali trattati e quasi 600 dipendenti diretti, che diventano molti di più se si considera anche gli indiretti e l’indotto, il polo industriale del riciclo di Pontedera – come ha detto il presidente Cispel Alfredo de Girolamo – «Non ha paragoni in Italia».

E’ l’area di Gello la sua sede naturale con Revet e Revet Recycling, Ecoacciai, Beton Valdera, Geofor, Giorgi Demolizioni, Mansider, Le Rose e a labooratori al servizio di queste industrie come Pont Tech e Pont Lab.

Una fotografia emersa durante il convegno “Quelli della terza R”  che Legambiente Toscana ha organizzato al museo Piaggio di Pontedera. Presente anche il sindaco di Pontedera Simone Millozzi che ha aperto i lavori ricordando che «La raccolta differenziata non è il punto di arrivo, ma lo strumento e il mezzo attraverso la quale raggiungere l’obiettivo vero che è il riciclo. Per questo siamo orgogliosi di aver pianificato e consentito la nascita di un polo industriale del riciclo nell’area di Gello, supportando le aziende anche con laboratori di ricerca all’avanguardia».

A patrocinare l’evento Regione Toscana e Cesvot, in collaborazione con i consorzi nazionali di riciclo degli imballaggi in plastica (Corepla), vetro (Coreve), Alluminio (Cial) e acciaio (Ricrea) ha permesso di fotografare una realtà che incarna perfettamente la green economy e che come ha ricordato il vicepresidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, è più che mai indispensabile per dare un senso alle raccolte differenziate, che per avere senso hanno bisogno di un’industria solida ed efficiente a valle, così da poter reimmettere sul mercato le materie prime seconde.

«Quello che stiamo facendo a Pontedera, un distretto industriale del riciclaggio, in particolare delle plastiche eterogenee provenienti dai rifiuti urbani, è unico in Italia – ha commentato Alfredo De Girolamo, presidente di Cispel – Si è costruita una filiera industriale tesa a valorizzare un materiale importante come la plastica in un accordo fra aziende che raccolgono i rifiuti, aziende di selezione e valorizzazione dei materiali (Revet e Revet Recycling) e aziende manifatturiere (Piaggio), avviando a recupero di materia un materiale altrimenti destinato all’incenerimento o alla discarica. Serve un maggiore sforzo del consorzio nazionale Corepla, per un impegno maggiore a riciclare e non a bruciare la plastica, e dei Comuni, che oltre alla raccolta differenziata devono acquistare i prodotti realizzati con materiali di riciclo»