Ricrea, a Ecomondo per un’economia circolare d’acciaio

Domani la fiera internazionale della green economy si apre con un focus sull'industria siderurgica

[2 novembre 2015]

acciaio verde

«In una logica di economia circolare, i prodotti sono progettati in modo da prevederne fin dall’inizio la destinazione una volta che diventano rifiuti e l’innovazione è al centro di tutta la catena di valore». Maria Luisa Venuta, docente all’università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia e domani relatrice alla giornata di studio promossa da Ricrea nell’ambito della fiera Ecomondo, sintetizza così l’essenza dell’economia circolare. Un cambio di paradigma che è funzionale allo sviluppo di un’economia più sostenibile, un modello dove l’industria dell’acciaio trova i mezzi per reinventare se stessa di fronte alle sfide dei nostri giorni.

La manifattura dell’acciaio vanta in Italia solide radici, ma l’immobilismo la condannerebbe oggi alla progressiva estinzione. Alti impatti ambientali, crescenti costi energetici, materie prime sull’ottovolante dei mercati: sono questi alcuni dei più sfidanti elementi che l’industria siderurgica italiana si trova oggi a fronteggiare, e per rinnovarsi la strategia vincente si mostra essere quella della sostenibilità. Non a caso il convegno Imballaggi in acciaio e materia prima: ambiente e sicurezza, organizzato per domani da Ricrea (il Consorzio nazionale riciclo e recupero imballaggi in acciaio), prenderà corpo nella prima giornata di Ecomondo, la più importante fiera internazionale della green economy che l’Italia conosca.

Gli esempi virtuosi già oggi non mancano. Tra i case history d’eccellenza, spiccano 24 tra le aziende protagoniste della metallurgia e siderurgia bresciana, che hanno intrapreso da tempo – volontariamente e in anticipo rispetto alle normative in merito – un programma per la riduzione delle emissioni dei loro impianti, verso valori di riferimento più bassi rispetto a quelli imposti per legge: in particolare, l’obiettivo è ridurre del 50% le polveri emesse (da 10 a 5 milligrammi per m3) e abbattere dell’80% le diossine (da 0,5 a 0,1 nanogrammi per m3). Un esempio di acciaio più verde che sta già divenendo realtà, grazie al consorzio Ramet, domani tra i protagonisti dell’evento Ricrea.

Nel corso della giornata di studio si analizzeranno infatti, anticipa Maria Luisa Venuta, le evoluzioni e le prospettive del settore dell’acciaio utilizzando i principi di economia circolare: la gestione delle materie prime (con un focus sulla geopolitica dei rottami metallici); l’utilizzo dell’energia in fase di produzione e le forme di risparmio energetico e recupero del calore; un’analisi dei processi di produzione e di distribuzione, con le relative chance per riduzione progressiva degli impatti e una maggiore attenzione alle comunità locali. Lo sviluppo di un’economia circolare d’acciaio passa anche da qui.