Ridurre l’impatto ambientale nella ristorazione, Enea in prima fila con Effige

La footprint ambientale nella ristorazione e l’applicazione della Pef in alcune imprese della filiera

[5 gennaio 2018]

L’obiettivo del progetto Life Environmental footprint for improving and growing eco-efficiency (Effige) è quello di calcolare la footprint delle aziende italiane nel settore della ristorazione per ridurre impatto ambientale delle Piccole e medi imprese, anche per contenere i costi.

L’Agenzia per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) che è partner di Effige sia in azioni di natura tecnica sia per strategie di comunicazione delle performance ambientali, si occuperà dello sviluppo e della sperimentazione di strumenti a supporto della diffusione della Product environmental footprint (Pef), il metodo di calcolo dell’impronta ambientale di prodotti e servizi nelle Piccole e medie imprese promosso dalla Commissione europea.

La ricercatrice Enea Patrizia Buttol sottolinea che «Con questa iniziativa proseguiamo nello sviluppo di strumenti di comunicazione dell’impronta ambientale di prodotto, dell’uso efficiente delle risorse, dell’economia circolare e delle tecnologie per la sostenibilità delle filiere produttive. Inoltre confermiamo il nostro ruolo a sostegno delle PMI italiane nella valorizzazione delle produzioni nazionali, nell’aumento della competitività e nella promozione di una crescita sostenibile».

Partecipano a Effige: Agrica e Consorzio agrituristico mantovano “Verdi Terre d’Acqua”, per il settore agroalimentare, Assofond  per le fonderie italiane, Federlegno Arredo per il settore mobili e Camst per la ristorazione.

Indagini europee e studi nazionali evidenziano come il mercato chieda prodotti sempre più sostenibili e, insieme alla Camst, Enea  svilupperà le regole per il calcolo della footprint ambientale nel settore della ristorazione e sperimenterà l’applicazione della Pef in alcune imprese della filiera, validandone i piani di miglioramento energetico-ambientale.

All’Agenzia spiegano che «Le attività di Effige sono coordinate dall’Istituto di management della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa e coinvolgono a livello europeo anche imprese attive nella metallurgia, legno-arredo e agroalimentare. Caratteristica di Effige è la sinergia tra aziende, mondo accademico e associativo consortile finalizzata a rendere più competitive le PMI con lo sviluppo di strumenti per l’applicazione della Pef. Questo in un contesto dove negli ultimi anni le imprese manifestano un bisogno crescente di strumenti che le aiutino nel valutare l’impatto dei propri servizi e prodotti, migliorare le prestazioni ambientali e comunicarle in modo trasparente per una maggiore sostenibilità e competitività».

I partner del progetto lavoreranno su un “duplice binario”: da un lato, attività più scientifiche di calcolo dell’impronta ambientale, dall’altro, si impegneranno nella definizione di modalità e strumenti per comunicare al meglio l’impronta ambientale dei prodotti, rendendoli così più competitivi sull’attuale mercato.

All’Enea evidenziano che « Il progetto vedrà i partner impegnati sia con aziende italiane che europee che sperimenteranno gli strumenti e le metodologie elaborati grazie ad EFFIGE per valutarne la reale efficacia anche al di fuori dei confini nazionali, facendo di Effige un’opportunità anche per imprese al di fuori dell’Italia».
Le attività di Effige sono iniziate a settembre 2017 e si concluderanno nel 2021 e durante tutta la durata del progetto si svolgeranno eventi nazionali ed europei per promuovere e divulgare l’esperienza nelle diverse filiere oltre che numerose iniziative di formazione rivolte ad imprese produttrici, società di consulenza e studenti per rendere accessibile e più conosciuto il metodo Pef.