Rifiuti, a che punto è davvero l’impianto Geofor per il trattamento dell’organico

Nonostante il fallimento della Biotec il cantiere è completato al 90%, e sarà terminato entro termini stabiliti dalle autorizzazioni

[12 Luglio 2019]

I lavori per la costruzione dell’impianto Geofor di trattamento dei rifiuti organici nel sito di Gello, a Pontedera, sono iniziati nel maggio 2007 e non sono lontani dall’essere completati: «Il cantiere ha superato il 90% della propria realizzazione», informano dall’azienda con socio unico Retiambiente, e avrà concluso i lavori «entro i termini stabiliti dalle autorizzazioni», ovvero al più tardi nel marzo 2020.

Si tratta di un impianto in grado di trattare 44.000 tonnellate/anno di frazione organica da raccolta differenziata dei rifiuti urbani (Forsu), oltre a 7.000 t/anno di sfalci e potature, attraverso un processo che combina la digestione anaerobica e quella aerobica; da questi rifiuti come risultato sarà possibile ottenere 4,5 milioni di Nm3 di biogas, valorizzabili sotto forma di energia elettrica (10.995.600 kWh/a) ed energia termica (7.176.090 kWh/a), oltre a 7.285 tonnellate/anno di compost di qualità.

Numeri alla mano, dunque, un digestore fondamentale per il territorio: solo nella Provincia di Pisa sono stati prodotti nel 2017 (secondo i dati più aggiornati certificati da Arrr) 39.636 tonnellate di Forsu e 20.842 di sfalci e potature. Rifiuti che è necessario incanalare in un impianto industriale in grado di valorizzare gli sforzi profusi dai cittadini nella raccolta differenziata, in modo da poter ottenere energia e compost senza i problemi legati alle maleodoranze che hanno afflitto il più vecchio impianto di compostaggio presente a Gello.

La società alla quale sono stati affidati i lavori per la costruzione dell’impianto da 18 milioni di euro, la Biotec, è però fallita lo scorso 6 giugno, con il sindaco facente funzioni di Cascina, Dario Rollo, che in questi giorni ha sollevato sulla stampa dubbi sullo stato dell’opera. Da Geofor informano dunque che dal 6 giugno i lavori sono comunque proseguiti, seppur in modo rallentato, e che il «fallimento della società Biotec, mandataria del raggruppamento temporaneo d’imprese, non ha esentato le società Milici e Icef Costruzioni dal proseguire le attività, mentre è in corso una interlocuzione proattiva con il curatore fallimentare di Biotec (prontamente nominato dal Tribunale di Genova) affinché sia possibile nel corso di poche settimane completare l’opera e metterla a disposizione di Geofor». In ogni caso il limite massimo ipotizzato rimane quello contenuto nell’autorizzazione rilasciata dalla Regione Toscana, che «prevede la conclusione dei lavori dell’impianto nel «marzo del 2020». Ad oggi non c’è dunque necessità di chiedere alcuna proroga (seppur eventualmente prevista dall’autorizzazione), specificano dall’azienda.

«Ovviamente – osservano da Geofor – il budget previsionale per il 2019 prevedeva la messa in esercizio dell’impianto entro la fine dell’anno, e ciò determina l’esigenza di fronteggiare l’imprevista situazione creatasi con misure atte ad evitare che il ritardato funzionamento dell’impianto possa avere riverberi negativi sui conti aziendali».

L. A.