Prende corpo il dibattito pubblico organizzato per sabato 28 maggio

Rifiuti e bonifiche a Piombino, Minoranza sindacale: «Va massimizzato il potenziale positivo»

«Una cattiva gestione sarebbe di ostacolo anche per un settore siderurgico ammodernato»

[25 maggio 2016]

piombino asiu lucchini

Si allarga la platea che animerà il dibattito previsto a Piombino sabato 28 maggio (alle 15, presso il Centro giovani) sul tema “Bonifiche e discarica: perché e per che cosa? Parliamo di amianto, rifiuti pericolosi, lavoro, economia, salute”, promosso da alcune associazioni (Lavoro Salute dignità, Legambiente, Restiamo Umani, Ruggero Toffolutti) e da un gruppo di cittadini. Anche Minoranza sindacale – Camping Cig comunica parteciperà all’evento, motivando l’adesione affermando l’importanza di una «partecipazione attiva della collettività  alla discussione sul come si debba “uscire  dall’ angolo”; discussione  che a tutt’oggi riteniamo che sia stata relegata nei “tavoli” istituzionali, eludendo il confronto collettivo aperto con la popolazione e impedendo mobilitazioni incisive della città a difesa del suo futuro».

Uno dei principali attori sulla scena del risanamento ambientale e della conversione ecologica di Piombino, Rimateria – il cui presidente Valerio Caramassi parteciperà all’evento del 28 maggio – organizza già a cadenza regolare degli incontri pubblici (il prossimo si terrà lunedì 6 giugno) aperti a chiunque voglia informarsi sullo stato dell’arte dei progetti aziendali e le collegate necessità del territorio, ma un’ulteriore e partecipata occasione di confronto potrebbe contribuire a portare ulteriore chiarezza nei termini del dibattito in corso.

Secondo Minoranza sindacale – Camping Cig la presenza sul territorio di enormi quantità dei rifiuti speciali, anche pericolosi, accumulati in un lungo arco di tempo di attività siderurgica integrale «è un pericolo attuale e concreto. Abbiamo di fronte un compito arduo ma ineludibile: trovare e praticare senza ritardi soluzioni che tengano insieme il rilancio di un settore siderurgico ridefinito, con una diversificazione produttiva indispensabile per la tenuta a lungo termine del tessuto economico di fronte ai prevedibili  contraccolpi delle tempeste finanziarie e valutarie che caratterizzano la crisi generale del capitalismo globalizzato. Per far questo, è indispensabile anche avviare un tempestivo e sostanziale miglioramento  della situazione ambientale. Inoltre, la diversificazione produttiva da tempo auspicata troverebbe, per alcuni settori economici (turismo balneare e culturale, agricoltura di qualità, nautica, croceristica etc.)  un forte ostacolo nel degrado ambientale. Una cattiva gestione complessiva dei rifiuti industriali (pregressi e futuri) sarebbe di ostacolo anche per un settore siderurgico ammodernato». Al contrario, una gestione propositiva e attenta dei materiali può aprire strade di green economy; in questo contesto rientrano anche altre realtà che stanno prendendo forma a Piombino, come il polo per il refitting e la rottamazione navale che pure inizia a collezionare opposizioni, con i meetup a Cinque stelle di San Vincenzo/Sassetta, Campiglia Marittima e Suvereto che parlano oggi di un «buio sentiero che porta Piombino ad essere figlia e schiava di scelte miopi che la faranno riconoscere nuovamente non come gioiello della costa bensì come collaudata pattumiera della Maremma».

Richiamando alla necessità di un «corretto equilibrio tra costi, tempi di realizzazione ed efficacia degli interventi», Minoranza sindacale – Camping Cig sottolinea che «oggi esistono tecnologie che, adeguatamente gestite, permettono produzioni molto più pulite che in passato e tecnologie di trattamento dei rifiuti industriali che ne consentono l’inertizzazione e il riuso (o meglio il riciclo, che è cosa diversa, ndr). Pertanto vanno pretese tecnologie pulite e va massimizzato il potenziale positivo, in termini di occasione di lavoro e di riutilizzo di materiali, costituito dagli enormi cumuli già esistenti che vanno rimossi (in sicurezza) e bonificati o trasformati e riutilizzati», senza contare quelli che nuove attività industriali – siderurgia in primis – necessariamente torneranno a produrre, anche se in quantativi minori. Di certo non è possibile continuare per Piombino sulla strada segnata nei passati decenni, che hanno lasciato in eredità milioni di tonnellate di rifiuti nell’incuria generale.