Rifiuti, il commissariamento di Sei Toscana e le responsabilità della mano pubblica

Nella giornata in cui sono stati designati i tre commissari per il gestore unico, l’Ato Toscana Sud ha deciso l’ammontare della Tari per il 2017

[21 marzo 2017]

«Nella giornata di ieri ho avuto un primo incontro con i tre commissari ai quali ho confermato la nostra massima e piena collaborazione. Il personale, amministrativo ed operativo, della società proseguirà come sempre il proprio lavoro al meglio per garantire al cittadino il miglior servizio possibile». Così Roberto Paolini, presidente di Sei Toscana, commenta la decisione arrivata dal prefetto di Siena, che ha notificato ieri il commissariamento (nello specifico, si tratte delle misure di all’art. 32 D.l. n.90 del 24/06/2014) del gestore dei servizi di igiene urbana nell’Ato Toscana Sud.

La decisione, conforme alla proposta arrivata dall’Anac in seguito all’inchiesta – avviata lo scorso novembre e ancora in corso – sulla gara d’appalto per la gestione dei rifiuti urbani nell’Ato, vinta appunto da Sei Toscana, ha portato tre commissari in seno al gestore unico: Maurizio Galasso, Salvatore Santucci e Paolo Longoni, definiti dal prefetto Grandone «tre professionisti con le spalle robuste e con una vasta esperienza maturata nel settore».

Il loro compito non sarà quello di sostituire i vertici di Sei Toscana, che sono già stati recentemente rinnovati, ma quello di affiancarli «a tutela della legalità». Il commissariamento avrà durata di tre mesi, rinnovabili, con i tre commissari che «dovranno seguire la gestione del contratto di servizio per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti fermo restando che tutta la compagine societaria rimarrà al proprio posto». Come riporta il quotidiano locale Il Tirreno, il prefetto Grandone ha infatti spiegato che i tre commissari dovranno verificare «se stato avviato un percorso di risanamento», sottolineando che «l’aspettativa è che il rinnovamento abbia già prodotto risultati».

Da parte sua Sei Toscana conferma «la completa collaborazione da parte dell’intera struttura e dei propri organi, assicurando la massima trasparenza possibile. La società è in grado di garantire la continuità e la qualità dei servizi svolti sul territorio, potendo contare sulla propria struttura operativa e la competenza e professionalità di tutti i suoi dipendenti».

Un nuovo corso dunque, che passa anche da quanto approvato durante l’assemblea dell’Ato (Autorità di ambito territoriale) Toscana Sud, svoltasi ieri pomeriggio a Siena. Tra le più importanti delibere approvate – con il 94,39% dei consensi – quella relativa al corrispettivo di ambito per il 2017, ovvero l’ammontare della Tari che il territorio dovrà versare in modo da poter pagare i servizi necessari alla gestione dei propri rifiuti. «Un buon passo in avanti verso una consapevolezza dei Comuni riguardo ciò che vogliono sapendo che lo dovranno pagare – ha commentato al termine dell’assemblea il sindaco di Arezzo e Presidente di Ato Toscana Sud Alessandro Ghinelli – Il dato determinante è che il costo per il gestore rispetto all’anno precedente è diminuito di 2,4 milioni. Questo significa che c’è stata una maggior consapevolezza da parte dei Comuni di incidere sui servizi facoltativi, per far sì di ridurre il costo».

Parole che aiutano una volta di più a fare chiarezza: l’ammontare della Tari che i cittadini dovranno pagare è infatti decisa dall’Ato (ovvero, dai Comuni stessi), perseguendo l’ottica di conseguire gli obiettivi di legge, mentre il gestore (Sei Toscana, in questo caso) riveste il mero ruolo di operatore esecutivo.

Una prospettiva che ieri si è mostrata cristallina anche a pochi chilometri da Siena, a Firenze, durante la presentazione di Alia – il nuovo gestore unico dell’Ato centro. A intervenire durante la conferenza stampa sono stati non a caso in primo luogo le pubbliche autorità, motori del cambiamento che ha portato alla gestione d’ambito per “assicurare ai cittadini i migliori standard di servizio”. Toni analoghi a quelli avanzati quattro anni fa a Siena, durante la presentazione dell’allora neonata Sei Toscana.

Ad oggi, la principale differenza tra Alia e Sei Toscana – entrambi gestori unici usciti vittoriosi da una gara indetta dai rispettivi Ato – rimane quella che vede, nel caso senese, un’inchiesta in corso con ipotesi di reato riconducibili alla condotta di singoli. Ipotesi che sarà necessario verificare (con rapidità ed efficacia, è l’augurio), ma che nulla hanno a che vedere con la politica industriale necessaria per una gestione efficiente del ciclo integrato dei rifiuti. Una politica che – è bene non dimenticarlo – trova nella mano pubblica, come naturale, il primo responsabile. Nel bene e nel male.