Rifiuti, la gara per l’ATO Toscana Centro spiegata dal presidente di Publiambiente

Paolo Regini: «La crescita dimensionale è presupposto fondamentale per quella dell’efficienza»

[22 dicembre 2014]

Un mese fa sono scaduti i termini per presentare il progetto e l’offerta per la gara bandita dall’Autorità d’Ambito dell’ATO Toscana Centro per l’affidamento del servizio di raccolta e selezione dei rifiuti, e anche l’azienda che lei presiede – Publiambiente – ha partecipato. Ci illustra modalità e tempistiche per l’affidamento?

«Publiambiente ha partecipato nel raggruppamento temporaneo di impresa assieme ad altre aziende che operano in ATO Toscana Centro: Quadrifoglio, Asm e Cis alle quali, in un secondo momento, si aggiungerà anche l’Aer di Pontassieve.  Il bando prevede l’affidamento del servizio in 61 comuni delle tre province della Toscana centrale – Firenze, Pistoia e Prato – per i prossimi venti anni e per un valore stimato in circa 250 milioni di euro l’anno. Progetto e offerta saranno valutati da una Commissione nominata dall’Autorità d’Ambito. L’iter che porterà all’individuazione del gruppo affidatario del servizio dovrebbe essere completato nei prossimi 7-8 mesi».

Questa è la seconda gara che viene espletata in Toscana dopo la riforma avviata dalla Regione con la Legge 61 del 2007, la prima nell’ATO Sud e presto si dovrebbe giungere al gestore unico anche nell’ATO Costa. Crede che sia stata individuata una strada giusta o ritiene che sarebbe stato meglio prevedere un percorso diverso per garantire una gestione efficiente nella nostra Regione?

«Avrei preferito maggiore uniformità nei percorsi seguiti dai tre ambiti regionali. Diversamente da quanto avvenuto negli ATO Centro e Sud,  in ATO Costa è stata infatti indetta una gara per l’individuazione  di un socio privato che deterrà una partecipazione nella società destinata alla gestione unitaria. Credo, inoltre, che il vero obiettivo sia quello di giungere a una gestione unica per tutta la Regione».

Quali sono i vantaggi di una gestione unica? 

«Credo che la crescita dimensionale rappresenti il presupposto fondamentale per conseguire obiettivi di efficienza sul piano economico e gestionale. La gestione unitaria su vasta scala permetterà infatti di attuare nel nostro territorio un sistema industriale del ciclo dei rifiuti integrato e completo, capace cioè di assicurare tutti gli aspetti della filiera, dalla raccolta, al riciclo, all’autonomia impiantistica e, soprattutto, in grado di tradurre l’efficienza e l’innovazione in vantaggi effettivi per i cittadini, misurabili in termini di qualità e di standard dei servizi, con superamento delle diversità che a oggi sussistono anche tra realtà vicine». 

Publiambiente è già molto avanti, in termini di risultati quantitativi e qualitativi, rispetto agli obiettivi regionali, e in molti comuni siete già in linea con gli obiettivi previsti dal nuovo Piano per la gestione dei rifiuti recentemente approvato. Il sistema Publiambiente sarà dunque il modello per il futuro gestore?

«Il nostro sarà senz’altro uno dei modelli di riferimento per la Toscana Centrale. Negli ultimi sette anni ci ha infatti consentito di ottenere risultati più che soddisfacenti. In tutti comuni in cui è stato applicato, il servizio “porta a porta” ha permesso di raggiungere percentuali di differenziazione vicine, ma talvolta anche superiori, al 90%, facendoci giocare in netto anticipo sugli obiettivi di legge. Quello che abbiamo messo a punto è un modello rispondente alle caratteristiche del territorio in cui operiamo, caratterizzato per lo più da centri di piccole e medie dimensioni, privi di flussi demografici straordinari. In altre realtà sono stati adottati modelli diversi, con risultati altrettanto buoni. La vera sfida sarà dunque quella di riuscire a integrare, valorizzandole ulteriormente, le esperienze fin qui maturate dalle singole aziende in un progetto di sviluppo industriale che tenga conto delle specificità dei territori».