Rifiuti, grazie alla buona comunicazione migliora la raccolta differenziata del vetro in Italia

[22 aprile 2015]

Nell’ambito della raccolta differenziata, anche se si tende a dimenticarlo, per ottenere buoni risultati la qualità conta tanto quanto la quantità. Una raccolta differenziata ben fatta è il primo passo per poter avviare a riciclo materiali adatti allo scopo finale, ossia quello di ritornare ad essere acquistati sui mercati sottoforma di altri prodotti. Per quanto riguarda il vetro in particolare, fortunatamente, su questo fronte arrivano buone notizie.

Una ricerca condotta da AstraRicerche per CoReVe – il Consorzio recupero vetro –, confrontando i risultati con una precedente inchiesta realizzata nel 2010, dimostra come in Italia si pratichi oggi la «raccolta differenziata del vetro molto meglio di quanto non si facesse cinque anni fa», per dirla con le parole di Franco Grisan, presidente del CoReVe. Segno che le campagne di comunicazione ben congeniate sono funzionali al raggiungimento di obiettivi industriali, e che quelle condotte in questo lustro da CoReVe, come sottolineano con soddisfazione dal Consorzio, «hanno dato i propri frutti».

Negli ultimi anni il Consorzio ha infatti portato avanti diverse iniziative per informare i cittadini sull’importanza della raccolta differenziata. Nel 2014 è andata in onda una campagna TV nazionale che aveva come testimonial Mario Tozzi, geologo e divulgatore scientifico e il cui slogan era “bottiglia e vasetto, binomio perfetto” – lo stesso che tra ormai da tempo accoglie anche i lettori di greenreport all’accesso su queste pagine.

Secondo la ricerca AstraRicerche, la percentuale di intervistati che, prima della campagna, conosceva la regola “bottiglia e vasetto” era il 51%, mentre a seguito della pubblicità è salita al 74,5%. Il 91% degli intervistati era, inoltre, soddisfatto delle informazioni riguardanti i materiali da mettere nella raccolta differenziata, mentre l’84,2% ha definito chiare le informazioni relative a cosa fare e a chi rivolgersi in caso di materiali differenti.

In particolare, dal Consorzio sottolineano che – rispetto a un lustro fa –  per quanto riguarda i “falsi amici” (ovvero tutti quegli oggetti che vengono erroneamente conferiti nella raccolta differenziata del vetro) i risultati sono confortanti. Diminuiscono, infatti, gli italiani che butterebbero nella raccolta gli oggetti di cristallo (-13,1 punti %), il pyrex (-7,3), le lampadine (-6) e la ceramica (-1,3). «Dati incoraggianti – chiosa Grisan – che indicano che stiamo lavorando nella giusta direzione, ma anche che si sta facendo strada nella cultura collettiva l’idea che quando ci liberiamo di un contenitore usato non stiamo “gestendo” un rifiuto ma una risorsa, che verrà riutilizzata in un processo di riciclo che per il vetro è senza fine, nel senso che i nostri bis-bis-bis nipoti prenderanno in mano un contenitore che sarà fatto esattamente dello stesso vetro che avevamo in mano noi».