Rifiuti, per il nuovo impianto di trattamento dell’organico arriva a Gello il ministro Galletti

Fortini (Geofor): «Investimento non solo economico, ma anche sociale e culturale. Il nuovo impianto produrrà compost di qualità ed energia elettrica»

[2 maggio 2017]

Sono poco meno di 38mila le tonnellate di organico provenienti dalla raccolta differenziata dei rifiuti effettuata nella Provincia di Pisa nel 2015 (ultimo anno per il quale sono disponibili i dati certificati dall’Agenzia regionale recupero risorse), ai quali si aggiungono oltre 18 mila tonnellate di sfalci e potature. Un risultato virtuoso che fa onore al territorio, ma che dovrebbe immediatamente sollevare un nuovo interrogativo: dove sono dirette queste ingenti quantità di rifiuti? La raccolta differenziata è infatti un mezzo utile a un fine, il recupero di materia e in subordine di energia: processi industriali per i quali occorrono impianti adatti, funzionali al contesto e performanti.

Un impianto simile, ovvero un impianto anaerobico di trattamento dell’organico, sarà operativo nella primavera 2019 grazie all’investimento operato da Geofor, la società che oggi gestisce i rifiuti di 25 comuni della provincia di Pisa (340.000 utenti). Dopo l’ufficialità giunta nelle scorse settimane, oggi a Gello è arrivato anche il ministro dell’Ambiente per coronare la posa della prima pietra dell’impianto, che sarà costruito dall’azienda genovese Biotec.

«La costruzione dell’impianto si è resa indispensabile visto l’aumentare della raccolta differenziata, che necessita di strutture in grado di ricevere e lavorare il rifiuto differenziato», sottolineano da Geofor, e difatti quando l’impianto anaerobico sarà a regime tratterà 44.000 tonnellate/anno di rifiuti organici da raccolta differenziata e 7.000 t/anno di rifiuti da sfalci e potature, e andrà a sostituire l’attuale impianto aerobico di compostaggio da 21.000 t/a del complesso Geofor ubicato in località Gello, nel comune di Pontedera. Il nuovo impianto inoltre lavorerà «in depressurizzazione ossia con il rifiuto che, una volta entrato nell’impianto, rimane in esso segregato fino alla produzione di ammendante compostato misto, che può essere usato come fertilizzante».

Meno impatti (anche odorigeni) e un impianto virtuoso a servizio del territorio, il cui costo di realizzazione – circa 20 milioni di euro – è per una buona parte è a carico dell’azienda, sia con autofinanziamento sia con credito bancario. «Si tratta di un investimento non solo economico, ma anche sociale e culturale – spiega il presidente di Geofor, Daniele Fortini. Il nuovo impianto produrrà compost di qualità ed energia elettrica. Questo fa immediatamente capire che quel piccolo gesto del cittadino, che fa la raccolta differenziata, diventa davvero una risorsa e un bene comune. Ringrazio il ministro Galletti per la sua presenza».

Da parte sua il ministro ha ricordato che «qui in provincia di Pisa c’è una realtà importante, da portare ad esempio: ho molti Comuni che raggiungono percentuali del 70- 80%, con una media vicina a quella europea. In Italia però ho differenze paurose, con comuni al 3% che continuano a fare convegni sui rifiuti zero e poi caricano i rifiuti sui camion per mandarli all’estero. La sfida ambientale non vuole dire solo raggiungere parametri corretti, ma rendere più competitivi i territori. Quelli che sono in grado di esprimere l’economia circolare, di chiudere il ciclo dei rifiuti e dimostrare che dal punto di vista amministrativo si è capaci di fare scelte e non di ricorrere alla demagogia, saranno sempre più competitivi rispetto agli altri. Lì le aziende si insedieranno e investiranno».

L’impianto anaerobico per il trattamento dell’organico finanziato da Geofor si muove proprio in questa direzione: oltre a chiudere in modo virtuoso la gestione dei rifiuti organici raccolti sul territorio potrà fornire 4,5 milioni di Nm3 di biogas che verranno trasformati in energia elettrica (10.995.600 kWh/a) ed energia termica (7.176.090 kWh/a), oltre a produrre 7.285 tonnellate/anno di compost di qualità.

«Prende oggi il via un’opera pubblica prevista e programmata da tempo, il cui iter autorizzativo, burocratico e localizzativo è durato fin troppo. Si tratta – conclude il presidente di Confservizi Cispel Toscana, Alfredo De Girolamo – di un impianto centrale per le politiche di gestione dei rifiuti nell’Ato Costa, perno del piano di ambito. Un impianto di riciclaggio della frazione organica per la produzione di compost, grazie al quale sarà possibile gestire in loco la crescente quantità di frazione organica raccolta in forma differenziata».