I dati Arrr analizzati dal gestore unico Sei Toscana

Rifiuti, nell’Ato Sud la raccolta differenziata cresce «dove state intraprese nuove attivazioni»

Gentili (Legambiente): «Necessario allo stesso tempo facilitare anche l’utilizzo di materie seconde»

[27 gennaio 2017]

I dati recentemente comunicati dall’Arrr e dalla Regione Toscana in merito alla produzione dei rifiuti urbani e della loro raccolta differenziata sul territorio mostrano come nel 2015 quest’ultima sia cresciuta del 2% rispetto all’anno precedente, e giunta al 49,76%. Se questo è l’andamento complessivo, è utile osservare anche le dinamiche a livello di singolo Ato, posto che ancora nessuno dei tre ha già centrato l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata (stabilito dalla norma nazionale per il 2012), né tantomeno tagliato il 70% previsto dal Prb regionale per il 2020.

«Il risultato migliore in termini di efficienza della raccolta differenziata – comunicano dalla Regione – è stato quello dell’Ato Toscana Centro (Città metropolitana di Firenze e province di Pistoia e Prato) con il 57,38% e con un aumento di 1,9 punti rispetto al 2014, segue l’Ato Toscana Costa (province di Livorno esclusi i comuni della Val di Cornia, Lucca, Massa e Pisa) con il 52,58% che ha registrato però il tasso di crescita più alto rispetto al 2014, pari a +3,7 punti. L’Ato Toscana Sud (province di Arezzo, Grosseto, Siena e comuni livornesi della Val di Cornia) si attesta al 38,90% con un lieve aumento rispetto al 2014 (+0,1 punti)».

Posto che la performance complessiva della Regione dipende in modo significativo da quella registrata sul territorio storicamente più arretrato per quanto riguarda i tassi di raccolta differenziata, risulta di particolare interesse indagare in dettaglio le dinamiche che si stanno muovendo all’interno dell’Ato Toscana Sud. Una prospettiva offerta ieri dal gestore unico dell’ambito, Sei Toscana.

«In provincia di Arezzo – osservano da Sei Toscana – si confermano performance oltre il 60% per Castiglion Fibocchi, Terranuova Bracciolini e Capolona. Balzo in avanti nel 2015 per il capoluogo, Arezzo al 42,44% con un +2,59% rispetto al 2014, grazie anche all’ampliamento della raccolta domiciliare nella zona ovest della città e Monte San Savino che registra addirittura un +15,67% rispetto all’anno precedente, usufruendo dell’introduzione del porta a porta in quasi tutto il territorio comunale». Nel territorio grossetano le percentuali di raccolta differenziata aumentano «in 21 dei 28 Comuni della provincia» e in particolare a Orbetello – che «anche se ancora indietro nel dato complessivo» segna un +6,79% «grazie all’introduzione della raccolta stradale della frazione organica –  e Massa Marittima «che usufruisce anche dell’attivazione del proprio centro di raccolta» e registra un +5%. La provincia di Siena risulta invece in lieve calo, ma la percentuale media di raccolta differenziata rimane comunque più alta rispetto alle altre due province (con Chiusi che si avvicina al 70%); vengono infine battezzati come «positivi anche i dati dei sei comuni livornesi della Val di Cornia con San Vincenzo che si conferma il comune più “green” grazie al suo 43,96% di RD e Sassetta che rimane ancora indietro in valore assoluto (23,39%) ma segna un incoraggiante +4,11% rispetto al 2014».

Più in generale i dati pubblicati da Arrr «certificano una percentuale di raccolta differenziata in aumento nei comuni capoluogo dell’Ato Toscana Sud: 42,44% ad Arezzo (+2,59% rispetto al 2014); 40,44% a Grosseto (+0,80%) e 43,97% a Siena (in lieve diminuzione rispetto l’anno precedente) ed evidenziano significativi incrementi – sottolineano da Sei Toscana – in quei territori dove siano state intraprese nuove attivazioni, in particolare sui servizi di raccolta». Servizi più complessi e dunque economicamente più impegnativi, ma che stanno migliorando le performance ambientali del territorio.

Naturalmente interrompere l’analisi a livello della raccolta differenziata sarebbe un grave errore. La raccolta differenziata dei rifiuti è uno strumento utile se indirizzato a un fine, ovvero il recupero di materia (e in subordine di energia) dai materiali raccolti. Un obiettivo vergato anche sul Prb regionale, che intende entro il 2020 «realizzare un riciclo effettivo di materia da rifiuti urbani di almeno il 60% degli stessi». Un obiettivo per il quale concorrono una raccolta differenziata di qualità insieme a impianti industriali per il riciclo efficaci quanto efficienti.

Oltre a «continuare a impegnarsi sulla raccolta differenziata spinta», commenta Angelo Gentili della segreteria nazionale di Legambiente osservando i dati Arrr, è «necessario allo stesso tempo facilitare anche l’utilizzo di materie seconde: solo così si possono raggiungere risultati di eccellenza come traguardi di civiltà, educazione ambientale e tutela dei sistemi ecologici». Perché se i materiali faticosamente raccolti, selezionati e infine trasformati in nuovi prodotti non vengono poi ri-acquistati l’anello dell’economia circolare rimane aperto. Protagonisti di quest’ultimo passaggio rimangono in primo luogo proprio Comuni e altre amministrazioni pubbliche, che esercitando o meno il Gpp (Green public procurement) hanno in mano le sorti di una buona fetta della green economy regionale.

L. A.