Si conclude la nostra analisi-intervista a tutto campo con il presidente di Geofor Spa

Rifiuti, organizzazione industriale e tasse: le prospettive per l’Ato Costa col gestore unico

Marconcini: «Possiamo continuare imperterriti ad avere ben 18 società, 27 in tutta la Regione?»

[17 luglio 2015]

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Con l’introduzione di un gestore unico anche per l’Ato Costa – RetiAmbiente Spa – il livello di tassazione e organizzazione industriale potrebbe trovare giovamento?

«Se non avete una domanda di riserva, risponderò: speriamo. Ma d’altronde abbiamo altre speranze? Possiamo continuare imperterriti ad avere nel nostro Ato ben 18 società che si occupano di rifiuti (27 in tutta la Regione)? Almeno con l’avvento del Gestore unico per la Costa, intanto, 10 di queste aziende diventeranno una sola con risparmi evidenti delle spese di gestione: tutti quei presidenti..! Soprattutto si conseguiranno più elevati livelli di capitalizzazione che potranno consentire gli investimenti necessari per l’ammodernamento del settore: impianti e servizi più efficienti, riorganizzazione industriale. Senza un processo del genere sarebbe ben difficile affrontare il tema del contenimento di costi e tasse, oltretutto con la necessità di effettuare servizi più qualificati e conseguire performance più avanzate.

La percentuale media di raccolta differenziata dell’Ato Costa, intorno al 45%, non è soddisfacente e per farla crescere dobbiamo lavorare tutti: non è giusto che ci sia chi si impegna e chi no. Ad esempio nell’Ato Sud, che ha già svolto la gara ed ha un gestore, i Comuni protestano contro l’innalzamento della tassa, ma dimenticano che la percentuale media della loro raccolta differenziata è ancora al 36% circa. E dunque qualche “sacrificio” sarà inevitabile.

Poi, sempre per quanto riguarda costi e tasse, specie nell’ipotesi del conseguimento di una tassa equa ed equanime, bisognerà valutare un po’ di cose. Quali sono le best practices? I costi a tonnellata (o ad abitante equivalente) collimano tra le varie aziende e zone? Una nuova perizia ci dirà il valore delle singole aziende. E ci dirà anche quanti crediti e, sopratutto, quanti debiti sono da mettere in conto. Di tutti i debiti dobbiamo farci carico? È giusto? Ce la farà il nuovo gestore a sostenerli?

Non sarà meglio in taluni casi prevedere una bad company in cui allocare lecitamente una parte dei debiti che saranno pagati nel tempo con i canoni derivanti dall’utilizzo degli impianti? Personalmente tra l’altro ho sempre sostenuto che sarebbe anche possibile mettere a gara solo la gestione che ha un valore (Geofor spa ad esempio è un’azienda solo gestionale) e lasciare la proprietà degli impianti in mano pubblica. Non credo che questo indebolirebbe il nuovo gestore unico. Anzi. Ovviamente i 95 Comuni che compongono l’Ato sapranno meglio di me individuare le convenienze della comunità di ambito. Comunque, pur nella non perfetta definizione del quadro industriale, la gara per la selezione di un gestore unico per la Costa è bene che proceda.

Nell’Ato Sud la gara si è svolta ed il gestore unico è operativo, l’Ato Centro è in fase di gara e tra pochi mesi sceglierà il gestore. L’Ato Costa ha finalmente adottato il piano straordinario e si accinge a selezionare una società mista (a maggioranza pubblica) che sarà il nuovo gestore. Sarà successivamente auspicabile concentrare i tre Ato dei rifiuti in un unico Ato Regionale e, in questo quadro, accorpare i tre gestori che deriveranno dalle gare, in una sola società di gestione dei rifiuti della Toscana».

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Leggi qui la parte precedente dell’intervista: http://goo.gl/wWQUWU