Rifiuti, superare il 65% di raccolta differenziata non basta se la qualità è pessima

Ad agosto nel territorio servito da Aer Spa (al 67,7% di RD) trovato il 55% di frazione estranea all’interno delle campane per plastiche, metalli e tetrapak. L’azienda chiede più attenzione ai cittadini

[14 agosto 2017]

Secondo il testo unico ambientale (Dlgs 152/2006), come noto, in Italia la raccolta differenziata dei rifiuti avrebbe dovuto raggiungere almeno il 65% entro il 31 dicembre 2012. Oltre quattro anni e mezzo dopo questo obiettivo è ancora lontano: delle 29,5 milioni di tonnellate di rifiuti urbani prodotti ogni anno in Italia, solo il 47,5% viene intercettato – secondo gli ultimi dati Ispra disponibili – dalla raccolta differenziata, dato che risulta di poco superiore guardando alla sola Toscana (49,76%).

Per il contesto nazionale come per quello regionale, si tratta naturalmente di dati medi. Territori più circoscritti hanno già infranto la barriera del 65% di raccolta differenziata, ma questo non significa che i problemi siano finiti. Ne offre un ottimo esempio Aer Spa, l’azienda di igiene urbana attiva in Valdisieve e nel Valdarno fiorentino, aree che risultano particolarmente virtuose per quanto riguarda la quantità di rifiuti raccolti in modo differenziato: nei nove Comuni serviti, infatti, la percentuale di raccolta differenziata risulta in costante crescita negli ultimi anni, arrivando a quota 67,7% nel 2016 e superando così il target individuato dalla normativa nazionale.

Ma a che cosa serve ottenere alte percentuali di raccolta differenziata? Suddividere i rifiuti prodotti dai cittadini in diversi sacchetti e/o campane non porterebbe a nessun vantaggio (ambientale e men che meno economico) se i materiali così raccolti non entrassero nella filiera industriale del riciclo, per essere recuperati e infine re-immessi sul mercato. Perché il cerchio si chiuda è però indispensabile che la raccolta differenziata sia di buona qualità, ovvero che i cittadini sappiano riconoscere e applicare le regole per conferire i propri rifiuti, supportati da metodi di raccolta e campagne di comunicazione ben congeniati.

Purtroppo, i risultati finali non sempre sono in linea con quelli sperati: oggi migliorare la qualità della raccolta differenziata è una sfida cruciale per l’economia circolare, una sfida sulla quale è necessario concentrare le forze perché al momento non la stiamo vincendo. Esemplare il caso del multimateriale: la raccolta differenziata aumenta in quantità ma peggiora in qualità, come spiegano i dati offerti dal Corepla, il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclaggio e il recupero dei rifiuti di imballaggi in plastica. E senza qualità non c’è vera economia circolare.

Per questo, tornando all’esempio fornito dal territorio, da Aer lanciano l’allarme: i dati relativi alle ultime analisi effettuate da Revet (l’azienda pontederese attiva da 30 anni nell’economia circolare toscana) sui rifiuti conferiti all’interno delle campane azzurre mostrano, in alcuni dei 9 comuni serviti da Aer, un «comportamento non troppo virtuoso da parte degli utenti in questi mesi estivi». Le percentuali sono chiare: 55% frazione estranea, 45% imballaggi in PMTV (plastiche, metalli e tetrapak). In altre parole, i conferimenti di rifiuti sbagliati da parte degli utenti sono di più di quelli corretti, creando così problemi e costi aggiuntivi lungo tutta la filiera del recupero.

Qualche esempio? Nei territori serviti da Aer Spa il colore azzurro della campana è identificativo della raccolta di imballaggi, quindi contenitori, realizzati in plastica, metalli e tetrapak (solo in alcune aree del territorio in questa raccolta è compreso anche il vetro), ma dentro vi si trovano oggetti in plastica che non sono imballaggi (come bacinelle, secchi, giocattoli), cancelleria in plastica (penne, pennarelli, righelli etc.), posate usa e getta, custodie Cd e Dvd, porcellana e lampadine per esempio, e non mancano errori per quanto riguarda anche gli imballaggi in vetro.

Ecco dunque  che «Aer, ricordando che effettuare una corretta raccolta differenziata dei rifiuti è un obbligo di legge e soprattutto permette il riciclo e recupero effettivo di materia, rinnova l’invito a tutti gli utenti a conferire nelle campane azzurre soltanto imballaggi e contenitori in plastica (come bottiglie per acqua e bibite, vasetti di yogurt, sacchetti, barattoli, cellophane, vaschette per alimenti, contenitori di detersivi e prodotti per l’igiene personale, cassette di frutta e verdura, flaconi, vaschette e parti di imballaggio in polistirolo, piatti e bicchieri di plastica), in metallo (vaschette in alluminio, lattine per bibite e alimenti, barattoli in latta come pelati, tonno, ecc) ed in tetrapak (contenitori del latte, succhi di frutta, contenitori per alimenti, ecc)».

Nello specifico, per ogni indecisione e dubbio Aer invita tutti a verificare sul portale dell’azienda, consultare il “Dizionario dei rifiuti” (pubblicazione informativa reperibile presso gli uffici comunali, le sedi di Aer, i dr, e sul sito), il sito web del consorzio Corepla oppure contattare il numero verde aziendale 800011895.