Rilancio della costa livornese, manca una firma per l’Accordo di programma

La Giunta toscana insieme ai comuni di Collesalvetti e Rosignano Marittimo hanno dato il loro via libera. Manca il Comune di Livorno

[1 settembre 2016]

porto livorno

A maggio 2015 ci fu la prima firma vergata sull’Accordo di Programma per il rilancio competitivo dell’area costiera livornese, un documento che lasciava intravedere l’arrivo di investimenti per oltre 700 milioni di euro – seppur spalmati su molti anni – in un’area dove la disoccupazione ha ormai assunto i tratti della piaga sociale. Oltre un anno dopo la corsa dell’inchiostro rimane promettente, ma non si è ancora conclusa. «È quasi tutto pronto per la firma dell’accordo di programma per il rilancio di Livorno», osserva la Regione Toscana in una nota.

La Giunta ha completato il percorso e approvato nel mese appena trascorso il piano di riconversione e riqualificazione industriale (Prri), e «anche i comuni di Collesalvetti e Rosignano Marittimo hanno già dato il loro via libera». Paradossalmente, «per poter firmare l’accordo al ministero dello sviluppo economico e procedere poi alla pubblicazione del bando da dieci milioni di Invitalia – il bando destinato alle imprese che si insediano nel territorio e che da gennaio potranno dunque presentare i loro progetti – si attende adesso l’approvazione del piano da parte del comune di Livorno», ovvero il centro più importante dell’area. Nonostante questo dettaglio, dalla Regione confermano che «l’obiettivo è firmare l’Accordo di programma e fare uscire l’avviso entro la fine di ottobre», che riguarderà in modo prevalente il manifatturiero, ma anche le imprese del turismo.

Nel frattempo è il Comune di Rosignano a fare un primo bilancio delle opportunità che l’Accordo di programma per l’attuazione del Prri disegna sul proprio territorio. Il Prri prevede «tre linee di intervento sull’intera area dell’Accordo», con il territorio di Rosignano che è interessato «dall’Azione III “Offerta Localizzativa” che riguarda il parco produttivo di Rosignano Marittimo. Gli interventi si declinano principalmente in due attività: l’attrazione di nuovi investimenti e la razionalizzazione dei sistemi energetici. Per l’attrazione di investimenti è stato stanziato un pacchetto agevolativo di 20 milioni (10 dalla Regione 10 dal Mise) e sono state individuate dal Comune con Invitalia le aree industriali immediatamente disponibili da destinare a tale attività». In particolare, tra tali aree spiccano 370.000 mq all’interno del Parco industriale Solvay.

«A maggio 2016 la manifestazione di interesse emanata da Invitalia con l’obiettivo di valutare le potenziali nuove iniziative imprenditoriali ha ricevuto 27 schede di candidatura con proposte di investimento in diversi settori produttivi (tra i principali: agricoltura, chimica, trattamento e smaltimenti rifiuti, alberghi) e in ricerca e sviluppo con richieste di finanziamenti per 121.637.300 euro e con un incremento previsto di 264 addetti. Il bando vero e proprio – confermano da Rosignano – sarà pubblicato ad ottobre. Il finanziamento della Regione sarà erogato tramite i bandi “Protocolli di insediamento”, il primo è uscito a luglio con un investimento previsto di 3 milioni di euro. Agli investimenti si aggiungono misure di sostegno al reddito quali incentivi per nuove assunzioni, interventi per il reimpiego di lavoratori, lavori di pubblica utilità».

Per quanto riguarda invece la razionalizzazione dei sistemi energetici il Comune ricorda di aver dato priorità al contenimento del costo energetico del Parco industriale Solvay, che con lo scadere nel 2017 delle agevolazioni garantite dal CIP6 avrebbe dovuto fronteggiare costi tali da rischiare di porre la sodiera – e non solo –fuori mercato. Grazie all’intervento del Mise (richiesto con forza dalle istituzioni locali) poco più di un mese fa, tale scenario sembra oggi scongiurato. Oggi come allora, però, continuano a latitare dagli accordi di programma qualsivoglia riferimento alla sostenibilità ed efficiente gestione dei flussi di materia, e non solo di energia, come anche mancano investimenti e operatività per la bonifica del Sin (Sito di interesse nazionale) di Livorno, dal 2013 divenuto in parte Sir (Sito di interesse regionale). Cambiano sigle e acronimi, ma i problemi restano nonostante i passi avanti compiuti. Nella ricorsa delle firme che si susseguono, la speranza è che – più prima che poi – si torni a guardare tutti gli aspetti necessari per uno sviluppo industriale e sostenibile della costa livornese.

L. A.