Il rumore è il principale disturbo per gli italiani

Il rilancio del Paese passa per la riqualificazione degli edifici

[1 ottobre 2014]

Fabbriche Isolanti Vetro Roccia Associate (Fivra),  l’associazione italiana dei produttori di lane minerali, ha organizzato a Roma un interessante convegno su riqualificazioni edilizie, efficienza energetica, incentivi fiscali e vantaggi dell’isolamento degli immobili, una riflessione fortemente voluta dal settore dell’edilizia in occasione del prossimo recepimento della Direttiva 2010/31/UE, che disciplinerà la legislazione dell’efficienza energetica degli edifici, e della proroga degli incentivi per le riqualificazioni energetiche e le ristrutturazioni edilizie.

Carlo Boschieri, presidente di Fivra, ha detto che «Il settore ha necessità di un forte intervento legislativo per ripartire e per incidere positivamente sull’economia del Paese. La direzione da prendere è quella di incentivare le cosiddette riqualificazioni profonde: interventi a lunga vita utile per affrontare nel lungo periodo il nodo cruciale del contenimento dei consumi. L’isolamento ha di gran lunga la maggiore vita utile, superando oltre i 50 anni, mentre le tecnologie impiantistiche si fermano a 20.   I consumi energetici nazionali sono in crescita (+17% dal 1981) con un settore, quello civile, particolarmente energivoro, che solo nel 2013 ha consumato circa 47 milioni di tonnellate di petrolio equivalente (pari al 38% dei consumi totali). Su ciò ha inciso l’ampliamento dello stock edilizio, ma soprattutto la scarsa efficienza dei singoli edifici. L’isolamento degli involucri non concorre solo al risparmio energetico, ma determina positivamente il comfort termico (invernale ed estivo) e acustico degli immobili».

Al convegno è stata presentata anche la ricerca  “Valutazione della convenienza e dell’impatto economico dell’isolamento termo-acustico degli edifici”, commissionata da Fivra e Cresme, che ha censito lo stock edilizio italiano, 8,2 miliardi di m2, potenzialmente oggetto di riqualificazione e di mettere in luce i benefici che gli interventi di coibentazione porterebbero sia in termini ambientali sia economici e sociali: Riduzione annua delle emissioni inquinanti pari a 892.000 tonnellate di CO2 (pari all’inquinamento annuale di 282.000 auto, ovvero all’assorbimento di quasi 30 milioni di alberi); Riduzione della dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento di prodotti energetici: 44.600 GWh/anno, ovvero l’8,2% della bolletta energetica nazionale; Attivazione di oltre 1,7 milioni di posti di lavoro (nuovi, trattenuti o rispristinati in 10 anni di interventi). Costo per lo Stato pari ad 1,17 miliardi di euro all’anno,

Nel suo intervento Paolo D’Alessandris del Cfresme ha evidenziato che «nei prossimi anni solo il 12% delle superfici esterne sarà effettivamente riqualificato, anche se l’investimento necessario per operare sulla totalità delle superfici si aggira attorno a 11,7 miliardi di € all’anno.  Un costo che corrisponde solo al 15% degli interventi di manutenzione straordinaria effettuati annualmente in Italia. Risulta dunque evidente l’importanza della sensibilizzazione del panorama politico e dell’opinione pubblica sul tema».

Da non dimenticare, inoltre, lo stato di vetustà degli edifici italiani: «L’1,6% degli immobili è in pessimo stato di conservazione e ben il 28% è in condizioni soltanto discrete. Nei principali centri abitati quasi il 70% degli edifici ha più di 40 anni, soglia oltrepassata la quale sono necessari interventi di manutenzione straordinaria per mantenere gli standard funzionali dell’abitazione e dell’edificio».

Per quanto riguarda le richieste di detrazioni fiscali per la riqualificazione, previste al 65% fino a fine 2014, gli interventi sull’involucro edilizio permettano un risparmio di energia superiore a tutte le altre operazioni: 17.276 KWh/anno per la coibentazione delle pareti verticali e 26.909 KHh/anno per quelle orizzontali, contro i 2.610 KHh/anno risparmiati dalla sostituzione degli infissi, ma rappresentano solo il 2,6% degli interventi.  Gaetano Fasano di Enea ha spiegato che «L’isolamento dell’involucro è l’intervento che garantisce il miglior mix tra efficienza (costo dell’energia risparmiata) ed efficacia (la quantità di energia risparmiata), ma, probabilmente a causa del costo più elevato, sono ancora poco utilizzati. Per incentivarne l’utilizzo è evidente che gli attuali incentivi (ecobonus, conto termico, certificati bianchi) devono essere riformati».

L’indagine del Cresme rielabora le priorità dei fattori ambientali da migliorare all’interno del nucleo abitativo e ne viene fuori che per il  23,3% degli italiani è necessario risolvere il degrado acustico, per il 19,8% il degrado atmosferico, per il 15,5% la necessità più importante è intervenire sul degrado estetico per e per il 9,9% su quello idro-geologico. Secondo lo studio, « Gli italiani percepiscono quindi la necessità di contenere l’inquinamento atmosferico, ma ancora di più quella di tutelare il comfort acustico della propria casa: il 69,5% degli intervistati dichiara di avvertire rumori fastidiosi durante il giorno (in primis i rumori di moto, auto, animali e vicini di casa), mentre il 44,5% percepisce gli stessi durante la notte. Il 42% delle abitazioni è esposto a fonti di rumore esterno e il 35% a fonti di rumore interno, dalle quali è possibile proteggersi solo attraverso l’isolamento acustico dell’abitazione».

Daniela D’Alessandro, Ordinario di igiene edilizia e ambientale all’università la Sapienza di Roma, conclude evidenziando: «Un degrado acustico che impatta in modo rilevante sul benessere, sulla salute pubblica e sull’ambiente che spesso viene sottovalutato. Nell’Unione Europea circa 70 milioni di individui sono esposti a un livello di rumore diurno superiore a 55 dB(A): secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità tale livello di rumore può comportare conseguenze sanitarie rilevanti, quali aumento della pressione sanguigna e rischio infarto. In Europa il 30% dei cittadini è esposto a livelli di rumore notturno che superano i 55dB (A), quasi il doppio del limite raccomandato dall’Oms: è necessario che Istituzioni e cittadini adottino misure, come l’isolamento della propria casa, per contenere quest’inquinamento e assicurare una qualità di vita migliore».