Rimateria, anche Sei Toscana interessata: «Può essere un volano per il territorio»

Organni: «Sinergie utili a creare una filiera produttiva competitiva in materia di riciclo»

[22 settembre 2015]

eros organni

Dopo Cave di Campiglia e la Seal di Livorno, oggi anche l’amministratore delegato di Sei Toscana annuncia un’apertura al progetto Rimateria: «Riteniamo – commenta infatti Eros Organni – che il progetto presentato da Caramassi sia molto interessante, perché potrebbe rappresentare un’occasione di sviluppo per il territorio e le imprese che vi operano».

Lo statuto di Rimateria (a differenza di quanto previsto da quello dell’ex, la Tap) ha tolto il vincolo del 51% di capitale pubblico, pur non rinunciando alla sua funzione di controllo; ad oggi le quote sono per il 75,1% detenute da Asiu, e per il 24,9% intestate alla ex Lucchini. «Andiamo verso il riciclo – aveva annunciato l’ad di Rimateria, Valerio Caramassi – aprendo ai privati».

Già due i nomi di peso che si erano affacciati nei giorni scorsi, ai quali oggi si aggiunge Sei Toscana, il gestore unico dei rifiuti delle province di Arezzo, Siena e Grosseto e che tra l’altro – fra poche settimane – avvierà la gestione dei rifiuti anche nei sei comuni della Val di Cornia. Noto l’avvicendamento con l’Asiu, che sta procedendo. E ora l’azienda, oltre alla gestione dei rifiuti per il territorio, con Rimateria si apre anche al riciclo.

«Sei Toscana, grazie alla sua specifica compagine societaria che conta anche su cinque soci industriali, oltre che al legame stretto con il territorio, potrebbe rappresentare – conclude Organni – il partner ideale per la riuscita di questo piano. Grazie all’esperienza, al know how e alle qualifiche proprie dei suoi soci industriali infatti, si potrebbero realizzare quelle sinergie utili a creare una filiera produttiva competitiva in materia di riciclo. Per questo motivo confermiamo la disponibilità della società ad approfondire ogni aspetto legato al progetto presentato da Caramassi, con l’augurio che si possa trovare al più presto un’intesa utile a rilanciare l’economia del territorio e, allo stesso tempo, capace di intervenire in modo concreto nella bonifica e salvaguardia dell’ambiente della Val di Cornia attivando percorsi virtuosi di valorizzazione della materia».