Rimateria, la gara per l’assegnazione delle quote si è svolta con «correttezza»

L’assemblea Asiu conferma, e ulteriori «approfondimenti tecnici e giuridici» verranno svolti nelle prossime settimane da un gruppo di lavoro apposito

[4 dicembre 2018]

Il capitale sociale di Rimateria, azienda attiva nell’economia circolare della Val di Cornia, originariamente – come noto – nasce in mano per l’87,75% di Asiu (società pubblica oggi in liquidazione) e per il 12,25% di Lucchini spa in Amministrazione straordinaria. Come da piano industriale, elaborato su indirizzo dei soci, nel corso degli ultimi anni è stata la cessione congiunta del 60% delle quote Rimateria in due lotti del 30% cadauno, da vendersi singolarmente e a soggetti diversi, mantenendo comunque il controllo pubblico dell’azienda.

Ad oggi si è concretizzata la cessione del primo 30% a Unirecuperi, mentre da Navarra spa è arrivata un’offerta per il rimanente 30%. Si tratta di un percorso legittimo? Come riassume una nota di Rimateria, l’assemblea di Asiu – riunitasi ieri –  ha «preso atto della correttezza della procedura di gara per la cessione del secondo lotto (30%) delle azioni, svoltasi nel rispetto delle deliberazioni dei Consigli comunali a partire dal 2016 e ribadite, anche nel corso degli anni, dalle assemblee Asiu».

Su proposta del sindaco di Piombino, Massimo Giuliani, l’assemblea Asiu ha comunque «concordato all’unanimità di avviare una fase di approfondimento sulle questioni indicate anche dal recente Consiglio comunale piombinese. In particolare nelle prossime settimane un gruppo di lavoro individuato dall’assemblea, provvederà a richiedere approfondimenti tecnici e giuridici sulle procedure di assegnazione e di liquidazione dell’Asiu».

I sindaci di Piombino e Campiglia hanno chiesto a Rimateria che in questo arco di tempo «si definiscano, in accordo con gli organi di controllo, sistemi di monitoraggio aggiuntivi a quelli esistenti così da rilevare la presenza di sostanze odorifere e mettere in atto azioni per la maggior riduzione possibile dei disagi. Azioni che, per altro, Rimateria – ricorda l’azienda – ha già attivato nel proprio cronoprogramma. I sindaci hanno anche chiesto che nei procedimenti autorizzativi si prevedano sistemi di monitoraggio continuo e ribadito che l’interesse prioritario resta il servizio alle aziende del territorio, anche in vista della ripresa produttiva delle acciaierie, precedute dalle demolizioni e dalla messa in sicurezza delle aree».