Firmato un protocollo d’intesa tra i produttori di energia rinnovabile e Infratel-Invitalia

Rinnovabili e banda ultralarga, la fibra ottica si allea con il teleriscaldamento

«L’obiettivo è di creare una sinergia tra infrastrutture energetiche esistenti e reti informatiche»

[29 maggio 2015]

digitale internet computer

In Italia si respira sovente passione per le autostrade, ma non quando si tratta di quelle digitali: il digital divide rimane un problema sostanziale per la competitività del Paese, indietro sulla banda ultralarga in particolare ma anche sulla più comune banda larga. Nell’ultima Strategia italiana per la banda ultralarga, stilata dalla presidenza del Consiglio dei ministri, si spiega che «il nostro Paese parte da una situazione molto svantaggiata che ci vede sotto la media europea di oltre il 40 punti percentuali nell’accesso a più di 30 Mbps e un ritardo di almeno 3 anni. Secondo i piani industriali degli operatori privati, infatti, solo nel 2016 si arriverà al 6 60% della popolazione coperta dal servizio a 30 Mbps, senza impegni oltre quella data. Inoltre, nessuno degli operatori ha alcun piano ufficiale per avviare un’opera di copertura estensiva a 100 Mbps, né entro il 2016 né oltre».

Uno slancio propositivo si sta registrando nelle ultime settimane con un coinvolgimento (ancora in embrione) di Enel nella costruzione sul territorio delle necessarie autostrade digitali, ma novità molto interessanti sembrano in arrivo anche dal settore più dinamico dell’energia italiana: quello prettamente rinnovabile. In particolare Salvatore Lombardo, amministratore Delegato di Infratel – Invitalia e Walter Righini, presidente Fiper (Federazione italiana dei produttori di energia da fonti rinnovabili)  hanno appena firmato presso la sede del ministero dello Sviluppo economico un protocollo di intesa per facilitare l’introduzione della banda ultralarga (Bul) nei comuni già tele riscaldati a biomassa, e per promuovere l’introduzione della fibra ottica nelle nuove reti di teleriscaldamento. Si tratta, specificano da Fiper, del primo accordo in quest’ambito su base nazionale.

«Una delle priorità del Governo italiano – commenta il presidente Fiper Walter Righini – e definita dal Presidente Renzi come obiettivo strategico per il Paese è proprio quella di favorire lo sviluppo della Banda Ultra Larga (BUL)  sul territorio per poter garantire l’accesso a internet a tutti i cittadini e siamo particolarmente contenti di essere i primi, come FIPER,  a dare un contributo significativo in questa direzione. Come esempio di tale sinergia, il prossimo 29 Maggio a Tirano in Valtellina inizierà la posa della Bul sfruttando la rete di distribuzione della Centrale di teleriscaldamento della Tcvvv Spa nostra associata».

Il governo ha predisposto il cosiddetto “Piano strategico banda ultralarga”, la cui attuazione è stata affidata a Infratel Italia spa (Infrastrutture e Telecomunicazioni per l’Italia) su iniziativa del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) e di Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa. Considerando il problema del digital divide di base come un problema risolto in tutta Europa, il piano strategico per la banda ultralarga si pone l’obiettivo di raggiungere entro il 2020 la copertura fino all’85% della popolazione con una connettività ad almeno 100 Mbps, che è l’unica a poter essere definita ultra fast broadband nell’accezione dell’Agenda Digitale Europea.

«La Bul – conclude Righini –  può essere da stimolo per promuovere il teleriscaldamento efficiente in comuni non ancora metanizzati (801 in Italia nella fascia climatica E ed F secondo uno studio Fiper) e favorire l’autonomia energetica. L’obiettivo è di creare una sinergia tra infrastrutture energetiche esistenti e reti informatiche (fibra ottica), riducendo i costi per l’introduzione della Bul in comuni già dotati di teleriscaldamento in zone montane e rurali periferiche».