Rinnovabili e geotermia, la sfida continua come in una partita a poker

Mai come in queste settimane il dibattito si fa “bollente”

[5 febbraio 2015]

Tre settimane fa dalla Regione Toscana  è stato lanciato il sasso nello stagno del dibattito sulla geotermia, con la proposta di legge per sancire una moratoria di sei mesi sul rilascio di nuovi permessi di ricerca. Non che in precedenza la discussionesi fosse sopita, intendiamoci, ma rimaneva confinata nei soliti circuiti degli addetti ai lavori. Invece la conferenza stampa del presidente Rossi, magari con la speranza di fare il “buio”, come in una partita di poker,  ha alzato la posta in gioco e gli altri players hanno risposto andando a “vedere”  se era un “bluff”.

Tra i “giocatori” di questa strana partita troviamo ovviamente i contrari allo sviluppo della geotermia, che hanno “rilanciato” due tesi di sicuro effetto (mediatico): la geotermia non è una fonte rinnovabile ed è pericolosa per la salute dato l’impatto delle sue emissioni.  Tra l’altro in altre stanze del potere, questa volta romano, proprio negli stessi giorni, alcune mozioni di deputati sono state messe all’ordine del giorno nelle competenti Commissioni parlamentari, anche per mezzo di audizioni degli stessi giocatori, per cercare di fare “il contro-buio” e declassificare per legge la geotermia dalle fonti rinnovabili.

I favorevoli e i sostenitori di questa  tecnologia ovviamente non si sono accontentati del “piatto” e a loro volta hanno “fatto l’over”, ripartendo dalle stesse stanze del potere regionale, dove mercoledì scorso hanno promosso, con una conferenza stampa,  una petizione a livello nazionale dall’esplicativo nome «Smart Italy. Liberare le energie rinnovabili. Sostenere il risparmio energetico» in cui i promotori (Green Italia, Legambiente, Greenpeace, WWF, GIGA, FREE, eccetera), e non hanno risparmiato “fiches”  sulla moratoria proposta dal presidente Rossi:

«Le imprese che hanno presentato permessi di ricerca – sottolineano i firmatari – hanno aderito ai protocolli di sostenibilità che le associazioni ecologiste hanno elaborato e si sono impegnate in un protocollo di intesa con la Regione Toscana firmato dal presidente Rossi a usare solo sistemi a ciclo binario e a reiniezione totale di fluidi e gas, per cui la beffa diventa doppia colpendo non la speculazione sul territorio di chi spara in atmosfera tonnellate di anidride carbonica ed inquinanti ma proprio coloro che hanno attivato ricerca ed investimenti per fare geotermia sostenibile».

Ma la “mano” non si gioca solo sui “tavoli” della politica  istituzionale; infatti l’eco suscitata da questa strana “partita” è travalicata anche sui media nazionali, non solo quelli prettamente ambientali e di settore (come il nostro) ma anche sui più prestigiosi quotidiani economici (dal Sole 24 ore a Italia Oggi) dove, grazie alla possibilità di commentare gli articoli online, si è sviluppata una (inevitabile) discussione che la sta trasformando in un ben più triste match di pallone, con hooligan sugli spalti che se le danno di santa ragione.

Mentre tutti “giocano” la loro partita, sul “piatto di parola” rimangono la questione energetica (meglio continuare con il metano dalla Russia e il petrolio dal Golfo Persico?), la questione dello sviluppo, della ricerca e dell’occupazione  (il nostro Paese è all’avanguardia tecnologica in questo settore, uno dei pochi del comportato delle rinnovabili, dominato dagli stranieri, come il fotovoltaico e l’eolico), la questione della credibilità della scienza (che ognuno  interpreta a piacimento) e soprattutto la questione della autorevolezza degli enti e delle istituzioni chiamate a dare le autorizzazioni ed effettuare i controlli (che “barano” se e quando danno ragione agli “avversari”).