Rinnovabili, in Europa è stato «il miglior anno di sempre» per l’eolico ma l’Italia è ai margini

Per lo sviluppo dell’energia pulita è necessaria una leadership politica adeguata. Dal Coordinamento Free tre position paper rivolti ai partiti in corsa per le elezioni

[20 febbraio 2018]

Le energie rinnovabili hanno letteralmente il vento in poppa, con robusti tassi di crescita nel mondo di cui proprio l’eolico è un incoraggiante esempio. Il report statistico annuale sul mercato eolico globale appena lanciato dal Global wind energy council (Gwec) mostra che il totale delle installazioni nel 2017 è stato di 52,573 MW, portando il totale dell’installato a quota 539,581 MW: ai vertici di questa crescita si posizionano non solo Paesi in via di sviluppo come l’India, ma anche la vecchia Europa.

Anzi, per quanto riguarda l’eolico l’Europa «ha avuto il suo miglior anno di sempre», guidata – come dettaglia l’Anev, l’Associazione nazionale energia del vento – dalla Germania con oltre +6 GW; al contempo un risultato molto importante si è avuto nel Regno Unito e una ripresa ha caratterizzato il mercato francese, mentre Finlandia, Belgio, Irlanda e Croazia hanno stabilito nuovi record. Di grande interesse il settore dell’eolico offshore, dove sono in cantiere installazioni pari ad oltre 3.000 MW.

Seppure il report descriva uno scenario roseo dal punto di vista globale, per lo sviluppo dell’eolico «l’Italia resta purtroppo ai margini». Un esempio? Mentre nei nostri mari non manca la presenza di piattaforme petrolifere, non abbiamo neanche un impianto eolico offshore operativo, in attesa che entri in funzione quello previsto (l’unico) al largo di Taranto.

In particolare, l’Anev motiva questi ritardi alla mancanza di visione politica: «Il ritardo nell’attuazione dei Decreti attuativi per le fonti rinnovabili non fotovoltaiche, che dovrebbe regolare il settore per gli anni 2017-2020, sta portando all’industria italiana dell’eolico gravi conseguenze, con ripercussioni anche sull’occupazione e sul raggiungimento degli obiettivi di riduzione della CO2». Le ricadute di questo stallo non sono infatti “solo” ambientali ma anche occupazionali ed economiche; una recente analisi di Frost & Sullivan, The global wind power market, Forecast to 2025 stima che – poiché l’energia eolica diventa sempre più competitiva rispetto ai combustibili convenzionali – si prevedono investimenti globali pari a 100 miliardi di dollari l’anno fino al 2025, e oltre ai quattro paesi principali (Cina, Stati Uniti, Germania e India), nuovi investimenti in Brasile, Francia, Spagna e Regno Unito daranno una forte spinta alla crescita. L’Italia non è (ancora?) contemplata nel computo.

Le elezioni ormai prossime porteranno un miglioramento per le rinnovabili nazionali? Nella speranza di guidare il cambiamento, il Coordinamento Free ha elaborato tre position papers sulla strategia da seguire nella prossima legislatura per realizzare gli obiettivi della Strategia energetica nazionale, rispettivamente per le rinnovabili elettriche, le rinnovabili termiche e la mobilità sostenibile.

Si spazia dalla necessità di una rapida stesura dell’atteso decreto sull’incentivazione delle Fer elettriche, coerente con gli obiettivi a lungo termine indicati nella Sen, all’auspicio di una crescita delle rinnovabili termiche – dalla geotermia alle pompe di calore – pari a 4,8 Mtep/anno al 2030, alla concretizzazione di quanto già espresso dalla Sen per quanto riguarda la mobilità: passare dal 7,2% di quota di rinnovabili nei trasporti del 2016 al 21%.

Proposte che ieri sono state illustrate in dettaglio dal Coordinamento Free in Piazza Montecitorio a Roma, nel corso di un incontro cui hanno preso parte rappresentanti di alcune delle principali forze politiche in campo per le elezioni: Michele Governatori(+Europa), Stefano Mazzetti (Partito Democratico), Arturo Diaconale (Forza Italia), Rossella Muroni (Liberi e uguali), Gianni Girotto (Movimento 5 Stelle).

«Chiediamo alle forze politiche impegni precisi sui temi delle rinnovabili elettriche, rinnovabili termiche e mobilità sostenibile, per questo – commenta Giovan Battista Zorzoli, presidente del Coordinamento Free – abbiamo predisposto tre position paper sulle azioni da implementare per la prossima legislatura. Abbiamo inviato queste proposte a tutte le forze politiche che si presentano alle elezioni e le abbiamo invitate quest’oggi ad un confronto sui temi. Quando il Coordinamento Free nacque, nel 2013, la prima azione formale che intraprendemmo fu quella di inviare alle forze politiche un questionario in vista delle elezioni politiche dell’epoca». Con la speranza che in questa nuova legislatura il Paese sappia far meglio per lo sviluppo delle rinnovabili.