Rinnovabili, il governo annuncia incentivi per altri tre anni (ma non al fotovoltaico)

[26 gennaio 2015]

«Il ministero è orientato a confermare il sostegno al settore delle fonti rinnovabili e sta già lavorando per dare continuità agli investimenti nel settore». Interrogato in merito dalla deputata Pd Chiara Braga, il viceministro del Sviluppo economico Claudio De Vincenti ha dichiarato in commissione Ambiente ha aperto uno spiraglio sul futuro del sistema incentivante rivolto al mercato delle fonti rinnovabili.

Il tetto previsto al momento per gli incentivi è di 5,8 miliardi di euro, ormai davvero vicino. «Il Gse – riporta il sottosegretario nelle dichiarazioni raccolte dall’agenzia di stampa Public Policy – ha aggiornato al 30 novembre 2014 il contatore del costo indicativo cumulato annuo degli incentivi, risultato pari a circa 5,390 miliardi di euro».

Il quadro di sviluppo delle energie rinnovabili si conferma in crescita in Italia, ma rallentata. Nel 2014, comunica infatti oggi Assoelettrica, «rispetto all’anno precedente, la produzione idroelettrica rinnovabile

ha segnato l’incremento più consistente pari a 4.180 GWh. E’ proseguita, inoltre, la crescita della produzione fotovoltaica (+2.070 GWh), seguita dalla produzione da biomasse (+984 GWh) e da quella geotermica (+221 GWh). Quasi stazionaria, invece, la produzione eolica (+154 GWh). Nel complesso,

l’incremento delle fonti rinnovabili argina la riduzione della produzione complessiva. Si evidenzia, comunque, un rallentamento del trend positivo rispetto ai valori di incremento del 2013. Tale rallentamento ha investito in particolar modo, oltre alla crescita della produzione idroelettrica rinnovabile, la crescita della produzione da biomasse».

E per il 2015 le cose sembrano destinate a cambiare ancora. Nelle intenzioni del Mise, manifestate proprio da Da Vincenti, il prossimo decreto sugli incentivi (atteso per fine febbraio e con orizzonte 3 anni) non riguarderà il fotovoltaico. «Il governo – riporta la Reuters – ritiene che questi impianti non abbiano più bisogno di sostegno», e verranno dunque lasciati al mercato.

Sia chiaro, il destino finale del fotovoltaico, come pure delle altre energie rinnovabili, non può che essere quello. Il regime degli incentivi non può che essere transitorio, ma con questa mossa il governo Renzi – già contestatissimo per il decreto Spalma incentivi dello scorso anno – sembra avere particolare fretta. Il fotovoltaico italiano è pronto? Vari studi già confermano come, in alcuni casi, per questa tecnologia la grid parity con le fonti fossili sia stata raggiunta; a conferma della teoria, molti impianti (anche di grandi dimensioni) sono stati realizzati senza incentivi. Taglia taglia, i volumi installati non possono però che diminuire; forse è giusto così, ma il timore che la decisione governativa sia stata presa per lo scarso rilievo attribuito all’industria delle rinnovabili rimane forte, spalleggiato dal sostanzioso aiuto concesso invece a quella degli idrocarburi.