Rinnovabili, la Commissione Ue traccia la rotta per gli incentivi pubblici

L’orizzonte è quello di eliminare il supporto, ma attenzione a non farlo troppo presto: paralizzerebbe un settore fondamentale della green economy

[5 novembre 2013]

La Commissione europea ha presentato oggi una comunicazione attraverso la quale fornisce agli Stati membri orientamenti su come realizzare la maggior parte degli interventi e incentivi pubblici, come riformare quelle esistenti – in particolare i sistemi di sovvenzione delle energie rinnovabili -, e come progettare in modo efficace nuovi interventi.

«L’obiettivo finale del mercato è quello di fornire energia sicura e conveniente per i nostri cittadini e le imprese- ha dichiarato il Commissario Ue all’Energia Günther Oettinger- L’intervento pubblico deve sostenere questi obiettivi, ma ha bisogno di essere economicamente efficiente e adeguato alle mutate circostanze».

Se gli interventi pubblici non sono accuratamente progettati, la Commissione ritiene che possano gravemente alterare il funzionamento del mercato e portare a prezzi più alti dell’energia sia per le famiglie e le imprese: per questo l’Ue ha ritenuto necessario fornire agli Stati membri le informazioni, l’orientamento e indicazioni sulle migliori pratiche disponibili  per fare una buona scelta per i loro regimi nazionali.

Per quanto riguarda i regimi di sostegno alle energie rinnovabili (incentivi) l’Ue afferma che ad esempio l’eolico e il solare sono state per lungo tempo nuove tecnologie che abbisognavano di un intervento dello Stato per il loro sviluppo. Ma con il progresso tecnologico, i costi di investimento ridotti e la produzione di espansione, molti Stati membri hanno avviato una riforma dei loro regimi di sostegno per le energie rinnovabili. Secondo la Commissione europea, oggi il sostegno finanziario dovrebbe essere limitato a rendere le energie rinnovabili competitive. Inoltre i sostegni dovrebbero essere flessibili e rispondere al calo dei costi di produzione. Le tecnologie dovrebbero essere gradualmente esposte a prezzi di mercato e quindi il supporto completamente rimosso.

La progressiva riduzione degli incentivi alle energie rinnovabili rimane comunque un tema controverso: nessuno mette in dubbio che questo è il trend da seguire, ma i tempi e i modi per una riduzione intelligente del sostegno sono ormai il nocciolo del problema, anche in Italia. Il rischio di azzoppare un settore finora in grande crescita rimane concreto, soprattutto a fronte di incentivi al settore delle energie fossili che ancora e da tempo permangono. Il mercato delle rinnovabili è già maturo? Essendo la risposta a questa domanda è con tutta probabilità ancora negativa, la priorità rimane quella di gestire responsabilmente questa fase di transizione verso le energie pulite.

D’altro canto, per la Commissione Ue, i governi devono evitare cambiamenti di regole senza preavviso o retroattivi e le legittime aspettative degli investitori riguardo i rendimenti sugli investimenti esistenti devono essere rispettate. Infine gli Stati membri dovrebbero coordinare meglio le loro strategie sulle energie rinnovabili per mantenere bassi i costi per i consumatori, in termini di prezzi dell’energia e delle imposte.

C’è poi la questione dello stoccaggio dell’energia prodotta da Fer. I consumatori chiedono una quantità sufficiente di energia e una rete elettrica stabile ma non sempre è possibile produrre energie da fonti discontinue. La discussione quindi si concentra su come viene organizzato e finanziato lo stoccaggio dell’energia. Secondo l’Ue, prima di decidere su quali meccanismi di stoccaggio attivare,  i governi dovrebbero in primo luogo analizzare le cause di una generazione energetica inadeguata.

In secondo luogo, essi dovrebbero rimuovere eventuali distorsioni che potrebbero impedire gli investimenti in sistemi di stoccaggio. I governi dovrebbero anche assicurare che i produttori di energia elettrica rinnovabile tenessero conto dei segnali del mercato promuovendo la flessibilità dal lato della domanda, ad esempio attraverso la promozione di tariffe diverse per i consumatori ed incentivi ad usare l’elettricità in momenti diversi dalle ore di punta. Infine i dispositivi di stoccaggio non devono essere progettati avendo solo il mercato nazionale come orizzonte, ma una prospettiva di carattere europeo.

La comunicazione della Ue non è un atto giuridicamente vincolante, ma  la Commissione valuterà anche l’opportunità di proporre strumenti normativi per garantire che questi principi siano pienamente attuati.