Rinnovabili, l’unione fa la forza: si va verso l’associazione unica

Il Coordinamento FREE indica anche le modalità per ridurre gli incentivi alle rinnovabili

[12 novembre 2013]

ANIE/GIFI, assoRinnovabili e IFI hanno firmato un protocollo d’intesa con lo scopo di iniziare un percorso comune verso la creazione di un’Associazione unica che, con oltre 700 imprese, sarebbe il maggiore rappresentante di un settore che occupa già oggi 130.000 addetti.

In un momento di attacco alle rinnovabili, sferrato da parte delle maggiori company del settore petrolifero, le associazioni che raggruppano gran parte delle aziende del comparto legato all’energia prodotta con il vento e con il sole, hanno creduto necessario unire le proprie forze per avere una forza maggiore.

«Ci siamo trovati concordi –hanno dichiarato congiuntamente Emilio Cremona (presidente ANIE/GIFI), Agostino Re Rebaudengo (presidente assoRinnovabili) e Alessandro Cremonesi (presidente IFI) in una nota divulgata nei giorni scorsi– nel ritenere che l’ulteriore sviluppo della filiera rinnovabili, intesa come il settore dei produttori di energia rinnovabile, dei produttori di impianti e dei fornitori di componenti e servizi, passi anche per un’aggregazione della rappresentanza».

«Con un’unica voce –continuano nella nota- il settore rafforzerà le sue posizioni in tutte le sedi istituzionali e su tutti i temi rilevanti, a partire dai provvedimenti legislativi in atto, sul quale presenteremo subito proposte congiunte per lo sviluppo e l’occupazione nel nostro Paese».

«Alle aziende operanti nel settore delle rinnovabili – ribadiscono i Presidenti – dobbiamo il rispetto per quanto fatto nel recente passato e quanto sarà possibile fare nel prossimo futuro in termini occupazionali e in termini di ricerca e sviluppo in Italia. Non vogliamo che si ripetano errori senza una analisi vera e concreta delle opportunità per l’industria, il mercato e per l’economia del sistema paese».

Anche il Coordinamento FREE (Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica) si sta muovendo per far sentire le proprie istanze che ha presentato di recente nel corso di un’audizione sulla Strategia Energetica Nazionale alla X Commissione della Camera dei Deputati. In quella sede FREE ha chiesto in sintesi di rimodulare gli incentivi per le fonti energetiche rinnovabili e di investire di più sull’efficienza energetica.

«Per ridurre la componente A3 sulle bollette che pagano i consumatori -si legge nel documento del FREE- si deve passare da un meccanismo di incentivi a un meccanismo di sostegno alla costruzione di nuovi impianti di fonti energetiche rinnovabili, archiviando così il vecchio sistema di incentivi tramite l’emissione di un bond ‘ad hoc’ che chiuda i conti con i vecchi operatori. È questo – sostengono – l’unico modo per abbassare davvero il costo delle bollette».

Le istanze del Coordinamento sono improntate anche a dare piena attuazione della Direttiva europea 2012/27/UE sull’efficienza energetica in edilizia, che indica l’obiettivo dell’autosufficienza energetica al 2020 per le costruzioni. «A tal fine – scrive il Coordinamento FREE – si dovrà individuare il mix di efficientamenti energetici, di rinnovabili termiche e di rinnovabili elettriche più conveniente».

Particolare attenzione, secondo FREE, dovrà essere posta al ruolo del settore termico, dal momento che i consumi in questo comparto rappresentano il 45% dei consumi energetici totali. «Si deve puntare anche in Italia sulle rinnovabili termiche –sostengono- e, in questo senso, si devono attivare il fondo di garanzia per le reti di teleriscaldamento alimentate da biomasse, che è in ritardo di tre anni, promuovere i certificati bianchi per le termiche rinnovabili e rivedere il sistema di incentivazione per il solare termico».