Il Bel Paese è solo al 26esimo posto per efficienza energetica

Risparmio energetico, la classifica del World Economic Forum boccia l’Italia

[17 aprile 2014]

Il consumo energetico è uno degli aspetti più importanti per valutare la salute di un paese. Anche per i consumatori è un punto fondamentale per poter risparmiare sui costi dell’energia elettrica e su quelli del gas, ma il loro uso e abuso di energia è strettamente legato all’ecosistema nazionale e globale.

In un contesto piccolo come quello del consumo domestico saper leggere una bolletta, per esempio, ci permetterà di capire cosa paghiamo e in cosa possiamo risparmiare.  Infatti gli strumenti per ottimizzare risorse e consumi, come appunto la bolletta del gas o quella della luce, sono importanti da controllare e conoscerli faciliterà il processo di risparmio energetico.

Anche perché, come accennato prima, le performance dei singoli consumatori contribuiscono alla realizzazione delle performance di un intero paese. E a proposito di prestazioni energetiche, l’Italia si piazzerebbe al 26° posto a livello globale: a dichiararlo è il report globale che è stato realizzato da Accenture e World Economic Forum per misurare le performance energetiche di 124 paesi nel mondo.

Gli indicatori che sono stati presi in considerazione per stilare la classifica sono stati la sicurezza energetica, la crescita economica e la sostenibilità ambientale: ogni paese, quindi, è stato valutato sulla qualità e sul grado di efficienza che ha dimostrato di avere su questi tre punti.

Pare che il nostro paese di collochi al 49° posto nella classifica generale e che sia dietro a tutti i principali paesi europei. Nella classifica che ha riguardato la crescita e lo sviluppo economico, invece, si è posizionata 60esima, uno dei posti più bassi in Europa.

In testa alla classifica c’è la Nuova Zelanda e la Francia e in generale, le prime dieci posizioni sono occupate dai paesi Ue e Ocse che nel 41% dei casi, producono energia proveniente da fonti a basse emissioni di carbonio (contro la media globale del 28%).

Come ha spiegato Roberto Bocca, il responsabile Industrie Energetiche del World Economic Forum, «per un sistema energetico efficace, i Paesi devono focalizzarsi su tutti e tre gli aspetti del triangolo energetico: sostenibilità ambientale, sicurezza delle risorse e accessibilità».

Secondo lo studio, infatti, il primato dell’Unione Europea e dei paesi del Nord è dovuta al fatto che danno priorità ad investimenti per lo sviluppo di economie basate sulle basse emissioni di carbonio grazie alle fonti rinnovabili e al fatto che prediligano politiche di efficienza energetica di questo tipo.

In generale, nel mondo, le grandi regioni geografiche si distinguono non solo per scelte politiche e di investimento ma anche per le potenzialità che offrono i territori, come nel caso del Medio Oriente che ha dei sistemi energetici che sfruttano la ricchezza delle risorse che questi hanno in sé.

Questa regione in particolare, pur raggiungendo ottimi risultati dal punto di vista della sicurezza energetica, ha comunque una disomogeneità nella distribuzione delle risorse: il 90% delle importazioni del territorio proviene da 3 paesi su 17.

Ovviamente ogni paese è a sé e come ha commentato Arthur Hanna, il managing director Energy di Accenture, e membro del World Economic Forum Global Agenda Council, «dalla nostra analisi emerge che non esiste un unico cammino, ogni Paese deve lavorare con le proprie risorse e restrizioni, compiendo scelte e compromessi difficili»’.

E continua: «L’Indice aiuta i singoli Paesi a fare il punto della situazione riguardo alle loro sfide in termini di transizione energetica e a individuare i principali ostacoli al successo, come le sovvenzioni che falsano i mercati, le continue incertezze sulle politiche energetiche e i finanziamenti per la ricerca e lo sviluppo di nuove fonti e tecnologie energetiche».

di Valeria Cannizzaro