Robotica: il Centro Piaggio in finale alla fiera dell’automazione di Hannover

L’università di Pisa ha realizzato un innovativo sistema di presa applicato su un braccio robotico

[15 aprile 2015]

Ci sarà anche il Centro di ricerca “E. Piaggio” dell’Università di Pisa tra i cinque finalisti che il 16 aprile si sfideranno per il KUKA Innovation Award alla fiera dell’automazione di Hannover. Il team del Centro Piaggio, composto da Vinicio Tincani e Gualtiero Fantoni, con la supervisione del professor Antonio Bicchi, in collaborazione con l’AASS Research Center dell’Università di Orebro (Svezia), presenterà Velvet-II, un innovativo sistema di presa da applicare sul braccio robotico “KUKA LBR iiwa”, un prodotto ad elevato contenuto tecnologico prodotto dalla KUKA, un’azienda tedesca leader del settore che ogni anno lancia questa competizione per promuovere il trasferimento tecnologico da ambienti accademici all’industria e di favorire l’innovazione nel campo dell’automazione industriale

All’ateneo pisano spiegano che «I ragazzi dovranno fare una dimostrazione live della loro applicazione che è in grado di operare, in maniera del tutto autonoma, in un ambiente di lavoro – come un magazzino – in cui il robot deve prelevare oggetti disposti casualmente, appoggiarli su un pallet e trasportare tutto alla stazione di destinazione».

Tincani è fiducioso di poter competere nella sfida robotica in Germania e  sottolinea: «Il nostro dispositivo di presa, chiamato Velvet-II è un gripper capace di afferrare stabilmente oggetti di piccole dimensioni e forme differenti, come lattine, bottiglie, penne, piccole scatole e palline da tennis. Ha superfici attive e sensibili su ciascuna falange, in grado di manipolare oggetti una volta afferrati, quindi di ruotarli e traslarli mentre sono in presa stabile, di riconoscere le forze scambiate fra oggetto e gripper, di capire in quali punti avviene il contatto e infine di simulare diversi coefficienti di attrito fra oggetto e falangi. Il nostro sistema è in grado di muoversi autonomamente in ambienti strutturati quali quelli delle fabbriche e grazie a speciali telecamere a bordo è in grado di riconoscere gli operai che indossano vesti particolari e quindi di cooperare con essi».