Rosignano, 48,9 milioni di euro di investimenti per «tutela ambientale e competitività»

Nel Parco industriale all’impegno di Solvay si aggiungono 11,6 milioni di contributi pubblici

[11 agosto 2017]

È arrivata ieri la firma, al ministero dello Sviluppo economico, che dà il via agli investimenti previsti nel protocollo per il consolidamento e la reindustrializzazione del Parco industriale di Rosignano: 48,9 milioni di euro – informano da Roma – sostenuti da 11,6 milioni di contributi pubblici di cui 11,1 a carico del Mise e 0,5 della Regione Toscana (stanziati dalla Giunta pochi giorni fa) per «promuovere la realizzazione da parte di Solvay di un piano di sviluppo per la “tutela ambientale”».

«Tra gli interventi previsti rientrano – aggiungono dal ministero – tre distinti progetti che, nel loro complesso, consentiranno di aumentare l’efficienza energetica e ridurre l’impatto ambientale del sito, oltre a consentire un contenimento dei costi di approvvigionamento di vapore e, più in generale, migliorare la competitività dell’impianto di carbonato di sodio, considerato essenziale per la stessa sopravvivenza dell’intero Parco industriale di Rosignano».

I principali interventi riguardano la sostituzione (con una turbina a turbogas di nuova concezione) di una delle due linee di produzione di energia nella centrale di cogenerazione Rosen; l’installazione di un impianto per il trattamento dei metalli pesanti e dell’ammoniaca in alternativa all’impiego dei reagenti chimici; la sostituzione della vecchia torre di raffreddamento con una nuova con un conseguente innalzamento del livello di tutela ambientale.

«La firma dell’intesa fra Regione e Ministero dello sviluppo economico per il consolidamento dello stabilimento Solvay a Rosignano è un risultato importante – commenta il presidente della Regione Enrico Rossi – un passo avanti decisivo nell’attuazione dell’accordo sottoscritto lo scorso anno con azienda e ministero per il rilancio del gruppo e del polo chimico, vitale per accrescere la competitività e garantire lo sviluppo e l’occupazione in questa parte di Toscana», senza dimenticare che la «nuova linea energetica porterà benefici alle altre industrie già presenti e a quelle che vorranno insediarsi nell’area».