Scattonetto, a Firenze i cittadini monitorano il proliferare di mini-discariche abusive

Contro l’inciviltà non c’è modalità di raccolta dei rifiuti che tenga, con grave danno sociale e ambientale

[29 maggio 2017]

Oltre mille segnalazioni fotografiche nel primo mese di vita: i numeri collezionati da Scattonetto, progetto di crowdmapping lanciato dalle “Mamme no inceneritore” per testimoniare il proliferare «di rifiuti abbandonati, cassonetti che esplodono, conferimenti sbagliati (spesso scarti da industrie tessili o aziende edili) e di tanti rifiuti ingombranti lasciati vicino ai cassonetti» a Firenze e comuni limitrofi.

Non una novità purtroppo. Come testimonia l’Agenzia per la protezione ambientale della Toscana, commentando gli sviluppi del progetto, anche «l’Ufficio relazioni con il pubblico (Urp) di Arpat si trova spesso a gestire dal punto di vista dell’informazione questo argomento; alcuni cittadini ci contattano per avere informazioni su come gestire particolari tipologie di rifiuti che non sanno come smaltire mentre altri per segnalare situazioni di rifiuti abbandonati vicino ai cassonetti stradali, differenziati e non, ma anche in aree boschive, campi e perfino in giardini e case private. Negli ultimi tre anni, dal 2014 al 2016, abbiamo registrato un costante numero di contatti su questo tema, ogni anno superiore alle 200 richieste».

L’approccio informale abbracciato da Scattonetto mostra ancor più ampiamente i danni provocati dall’inciviltà nell’area della Città metropolitana di Firenze, che non cambiano al mutare delle modalità di raccolta. «Oltre ai classici “vecchi” cassonetti strapieni si nota anche il fallimento dei cassonetti con chiavetta e di quelli interrati», riconducibile secondo le Mamme no inceneritore a un «disservizio generalizzato» per il quale viene individuata una soluzione univoca: «Davanti a tutti gli errori di progettazione, di servizio erogato, di sbagli dei cittadini poco informati e di illeciti di aziende o privati che non pagano la Tari, i comuni dovrebbero pretendere molto di più da parte del gestore unico Alia», ovvero «un’iniziale corretta e completa informazione ai cittadini, l’introduzione dei migliori sistemi di raccolta dei rifiuti (che per noi si traduce nel passaggio dal sistema a cassonetto a quello del porta a porta con tariffazione puntuale) una fondamentale azione di controllo sui comportamenti sbagliati o illeciti, seguita da una formazione e informazione sul campo e dall’applicazione di sanzioni amministrative per i recidivi».

Lo scopo che muove Scattonetto è dunque encomiabile, riassunto dall’Arpat nella finalità di sensibilizzare e spronare «gli amministratori pubblici ed i gestori dei rifiuti urbani, affinché assumano decisioni per migliorare il servizio di raccolta, proprio partendo dalle criticità esistenti sui loro territori». Senza dimenticare il ruolo dei cittadini: per ogni cittadino “virtuoso” che fotografa i rifiuti abbandonati, altri cittadini compiono il misfatto.

Come risolvere il problema? A Firenze come ovunque, le soluzioni appaiono più complesse della denuncia. Un esempio concreto è offerto proprio dalle diverse modalità di raccolta dei rifiuti: basta osservare quei comuni toscani dove la raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale è già realtà per averne di riflesso uno spettro di risultati assai variegato. In alcuni territori l’esperienza empirica mostra uno stillicidio quotidiano di recriminazioni su conferimenti errati e il proliferare di mini-discariche abusive, con la necessità di rafforzare (a fronte di costi non indifferenti per la comunità) le operazioni di sorveglianza, ad esempio tramite l’installazione di telecamere per snidare i cittadini incivili. Al proposito è necessario comunque sottolineare che – incomprensibilmente – dati ufficiali sul rapporto fra la diffusione della raccolta porta a porta spinta con tariffazione puntuale e la presenza di discariche abusive non esistono, rendendo difficile qualsiasi approccio laico al tema, che pure riveste grande importanza ambientale e sociale.

Le eccezioni naturalmente non mancano: rimanendo in Toscana, il Comune di Calcinaia (con i suoi 12mila abitanti, a fronte degli 1 milione e passa residenti nell’area della Città metropolitana di Firenze) ha recentemente introdotto la tariffazione puntuale, a conclusione però di una fase sperimentale durata un intero anno – condotta da Comune e Geofor, in collaborazione con la Scuola Sant’Anna – che ha mostrato buone possibilità di successo.

Tornando al contesto fiorentino, è stato lo stesso amministratore delegato di Alia, Livio Giannotti, a spiegare che «non esiste il sistema di raccolta differenziata più efficace in assoluto, esiste un insieme di conoscenze che permettono al gestore di comportarsi come un sarto: costruire un vestito su misura in base alle caratteristiche morfologiche di chi lo utilizzerà. Troppo spesso sentiamo ripetere che questo sistema o quell’altro sono la pietra angolare del servizio di raccolta rifiuti e solo sposando in modo maniacale una certa idea si avrà la certezza di far bene, indipendentemente dal contesto. Nulla di più sbagliato. L’obiettivo deve essere guardare l’utente, semplificandogli laddove possibile la nostra richiesta di collaborazione, tenendo sempre conto dell’impiantistica di filiera, il sistema industriale che permette la re-immissione nel sistema produttivo di materie seconde. Unire i due punti non è facile ma è indispensabile, perché la raccolta dei rifiuti è solo il mezzo, non il fine. Solo così si alimentano buone pratiche che a loro volta sono artefici di una filiera corta, circolare, sostenibile».