Se il “Governo del cambiamento” cambia idea sulle rinnovabili, cosa c’entra greenreport?

L’eurodeputato Tamburrano (M5S) torna ad attaccare la nostra testata (e la Cgil) per le dichiarazioni rilasciate dal sottosegretario Crippa (M5S), in contrasto con quanto finora affermato dal ministro Di Maio (M5S). “Dimentica” però di citare Legambiente

[3 dicembre 2018]

Dopo le polemiche e inesattezze a tema geotermico con cui ha attaccato greenreport a inizio anno – accusandoci di greenwashing –, l’eurodeputato a Cinque stelle Dario Tamburrano si conferma un nostro affezionato lettore, chiamando nuovamente in causa la testata sul suo blog all’interno dell’articolo Rinnovabili. Le balle del target nazionale “in diminuzione” #IoNonCiCasco.

«Il sottosegretario allo sviluppo economico Davide Crippa annuncia che l’Italia intende fissare al 30% l’obiettivo nazionale di energie rinnovabili per il 2030;  Greenreport e la CGIL si stracciano le vesti: si tratta di una “riduzione”, di un “disimpegno” rispetto agli “obiettivi comunitari” del 32%. CIGL E Greenreport leggono le norme europee? O non ci hanno capito un’acca?», si domanda Tamburrano, dimenticando di aggiungere anche la fonte originaria delle notizia: Legambiente. Evidentemente Tamburrano ci attribuisce un pregiudizio verso il Movimento, che in più occasioni abbiamo dimostrato di non avere, e questo pare portarlo a selezionare i suoi bersagli in maniera un po’ troppo pregiudiziale scordandosi delle fonti reali (che non sono né greenreport né la Cgil, in questo caso).

Le dichiarazioni del sottosegretario Crippa sono infatti arrivate dal Forum QualEnergia, organizzato a Roma da Kyoto club, La nuova ecologia e appunto Legambiente. Subito dopo è stato il vicepresidente dell’associazione ambientalista più diffusa nel nostro Paese, Edoardo Zanchini, a parlare su Twitter di una «mutazione dei Cinque Stelle dall’opposizione al governo», condannando quella che ha definito «una scelta contro l’ambiente, le imprese e i cittadini italiani. Il sottosegretario Crippa ha annunciato che l’Italia approverà obiettivi per le rinnovabili più bassi di quelli europei. Non era questo il cambiamento promesso dai Cinque Stelle».

Una bocciatura che è stata ribadita dallo stesso Zanchini anche sulle pagine de La nuova ecologia, ovvero il mensile di Legambiente: qui il vicepresidente del Cigno verde ricorda che «l’impegno a livello internazionale è di arrivare alla decarbonizzazione al 2050 e l’Italia si è impegnata, all’interno dell’Ue, a stare in questa traiettoria. Per rimanere entro 1,5 gradi abbiamo addirittura bisogno di anticipare l’obiettivo al 2040, è quindi evidente che al 2030 dobbiamo avere obiettivi ambiziosi. Per cui, l’obiettivo del 30% di energia rinnovabile al 2030 annunciato da Crippa per il Piano Energia e Clima è inadeguato ad affrontare la sfida dei cambiamenti climatici e non dà un buon segnale al mondo delle imprese. È un messaggio che dice che l’Italia non sarà leader del cambiamento. Stupisce poi – aggiunge Zanchini – anche perché in questi anni, il M5S su queste sfide è sempre stato al fianco degli ambientalisti per cambiare modello energetico. Ci auguriamo che nella discussione che si apre ora sul Piano questo obiettivo possa essere rivisto al rialzo nell’interesse di ambiente e cittadini».

È il nostro stesso augurio. Come giornalisti guardiamo semplicemente ai fatti: a giugno 2018 ci sembrava convincente la posizione espressa dal ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio (M5S), che proponeva per le rinnovabili (a livello Ue) un «obiettivo vincolante pari al 35%». A luglio 2018 abbiamo documentato (e apprezzato) lo slancio dello stesso ministro quando – riferendosi al contesto nazionale – spiegava che «raggiungere il 32% da fonti rinnovabili nei consumi finali significa che dobbiamo raddoppiare, in soli 10 anni, la produzione da rinnovabili. Passando dagli attuali 130 TWh a più di 200. Questi obiettivi, insieme al programma di decarbonizzazione, guideranno la stesura del Piano energia e clima, una bozza che sarà inviata per le valutazioni in commissione entro dicembre». Con lo stesso spirito abbiamo dato conto, nei giorni scorsi, che il sottosegretario con delega all’Energia dello stesso ministero di Di Maio, Davide Crippa (M5S), ha annunciato una retromarcia sulle rinnovabili riferendosi proprio al Piano energia e clima in via di elaborazione: «Siamo orientati al 30%». Se ci saranno nuovi sviluppi – sperando siano positivi – ne daremo sicuramente notizia.

Questi sono i fatti. Agitare le acque non li cambierà. #IoNonCiCasco, direbbero dal M5S.