Seize the change, la sostenibilità si fa largo anche nelle imprese italiane

Quasi 1 azienda su 2 ha investito per l'integrare la sostenibilità nel core business

[7 marzo 2017]

Secondo lo studio “Seize the change”, èresentato oggi a Milano e  condotto dall’ente di certificazione Dnv GL e da EY, con il supporto di GFK Eurisko, «Nel mondo, la sostenibilità è entrata a far parte delle strategie aziendali. L’Italia non fa eccezione, seppur con cifre ancora inferiori alla media.

Sempre più imprese ritengono la sostenibilità una premessa strategica ineludibile per garantire un successo imprenditoriale duraturo e lo studio evidenzia che «l 40% delle imprese del Bel Paese dichiara di integrare la sostenibilità nel proprio core business».

Nicola Privato, regional manager Southern Europe & Africa di Dnv GL, ha detto che «Un valore di circa dieci punti percentuali inferiore rispetto alla media globale, ma che segna il passaggio a una visione della sostenibilità non più come di un’aggiunta alle attività ordinarie, ma come elemento da integrare nelle strategie aziendali, con risvolti nelle prassi quotidiane»

Per quanto riguarda la business assurance, «Circa 1 azienda italiana su 2 si è dotata di una policy ad hoc e altrettante hanno investito in iniziative specifiche nell’ultimo triennio – si legge nel rapporto – . In vetta alla classifica delle azioni intraprese figurano le politiche di mitigazione degli impatti (35%), le attività per la diffusione della cultura della sostenibilità (29%) e lo stakeholder engagement (19%)».

Dnv GL,  EY e GFK Eurisko sottolineano che «Parlare di sostenibilità non significa mettere in discussione che la priorità di un’azienda sia garantire la redditività. La maggior parte delle aziende che ha intrapreso iniziative dedicate ne ha, infatti, tratto beneficio: in termini di compliance normativa (30%), ma anche di valorizzazione della reputazione di marca e di miglioramento delle relazioni con i clienti (entrambi veri per 1 impresa su 5). Ciò che è certo è che i benefici superano di gran lunga i costi per il 40%».

Aecondo il rapporto, quel che frena le aziende italiane è il fatto che «1 su 2 deve, purtroppo, fare i conti con altre priorità di breve termine», ma «Interrogate sul futuro, le imprese dichiarano di voler mantenere alta l’attenzione sul tema». Gli strumenti a disposizione sono molti, ma per la maggior parte delle aziende il maggior potenziale nei prossimi tre anni verrà soprattutto dall’adozione di sistemi di gestione (58%).

Gli esperti di Dnv GL ed EY hanno realizzato anche un’analisi dei principali strumenti esistenti che consentono alle aziende di lavorare per l’integrazione della sostenibilità nel proprio core business; sia in una logica di supporto alla gestione delle attività ordinarie, sia come guida nella ridefinizione della strategia e dicono che «La valutazione ha evidenziato come vincente l’approccio dello “Shared Value”, che vede nella creazione di valore condiviso per la comunità e per l’azienda la strategia maggiormente premiante, nella piena convinzione che la competitività del contesto di riferimento e delle imprese siano interdipendenti. Non esistono strumenti in grado di supportare a 360° le aziende nel processo di integrazione della sostenibilità nel modello operativo; tuttavia il ricorso ai sistemi di gestione (indicato anche dalle aziende stesse), al reporting secondo le linee guida GRI e alla norma ISO 26000 possono fornire un valido aiuto. Purtroppo al momento non esistono, invece, tool adeguati per la misurazione del grado di integrazione della sostenibilità o del livello di cultura della sostenibilità, interno ed esterno alle organizzazioni».

Riccardo Giovannini, partner, team sustainability di EY, conclude: «Oggi è consolidata la capacità delle aziende di cogliere e mitigare i rischi della sostenibilità per il business. Dall’indagine condotta da EY insieme a Dnv GL è emerso che il 45% delle aziende italiane e globali ha in programma di investire di più nell’integrazione della sostenibilità nei prossimi tre anni. Il futuro dovrà estendere tale sensibilità alle diverse aree di opportunità. A tal fine è indispensabile mostrare alle aziende quale sarà la futura evoluzione dell’agenda globale e locale sui temi legati alla sostenibilità, evidenziando le potenziali connessioni con l’attività core dell’azienda».