Serre e produzioni industriali, molti i possibili impieghi per la CO2 delle centrali geotermiche

Uno studio commissionato dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo si concentra sulle prospettive per il mercato turco

[15 luglio 2016]

centrali geotermiche co2

Le risorse geotermiche presenti in Turchia sono caratterizzate da un relativamente alto e continuo rilascio di CO2, che si traduce in un’elevata intensità di carbonio dell’energia prodotta dalle centrali geotermiche. Per ridurre l’impatto sul clima di tali emissioni, la società di consulenza energetica Ecofys ha prodotto per conto della EBRD (la European Bank for Reconstruction and Development-Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo) un’analisi in cui vengono valutati studi di prefattibilità inerenti il potenziale uso commerciale della CO2 prodotta dagli impianti.

L’approccio prevede, tra le altre cose, l’analisi del contesto internazionale, all’interno del quale è citata la realtà di Larderello, dove si osserva che «sia le emissioni naturali di vapore, sia le correlate fuoriuscite di anidride carbonica sono diminuite con lo sviluppo degli impianti geotermici (Bromley, 2005)».

Tornando alle potenzialità commerciali della CO2 emessa dagli impianti geotermoelettrici, lo studio –finanziato dall’Unione Europea all’interno del programma Pluto, Private sector early stage geothermal development frame work– ha concluso che per quanto riguarda il contesto turco le prospettive più interessanti riguardano sia utilizzi nella produzione di urea (un elemento fondamentale in molti fertilizzanti), in modo da renderne più efficienti i cicli produttivi, sia l’impiego per coltivazioni agricole in serra.

E proprio in Toscana, in quelle aree dove la geotermia -oltre che per la produzione elettrica- è già usata per alimentare una filiera agroalimentare di qualità (in seno alla Comunità del cibo a energie rinnovabili), c’è la prospettiva –è in corso un progetto che coinvolge Enel, Cosvig e il gruppo Rivoira– di impiegare la CO2 emessa dalle centrali geotermiche per incanalarla nel mercato del settore alimentare.