Nel 2014 investimenti per 500 milioni di euro e occupazione in (lieve) crescita

Servizi pubblici locali, ecco quanto valgono in Toscana

Durante l’assemblea annuale di Confservizi Cispel il confronto con il nuovo governo regionale

[30 giugno 2015]

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Il settore dei servizi pubblici locali, in Toscana, rappresenta un motore di sviluppo di grande rilievo economico per il territorio. Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana, durante l’assemblea annuale dell’associazione – svoltasi oggi a Firenze – ha presentato «poche e semplici richieste al nuovo governo regionale» partendo dalla forza dei numeri: circa 200 aziende associate, 3 miliardi di euro di fatturato annuo, 15.000 dipendenti, 500 milioni di investimenti all’anno, il 2 per cento del PIL regionale.

Complessivamente, in un 2014 di crisi, il fatturato del settore – come è stato possibile desumere dall’indagine congiunturale condotta dall’Irpet con Unioncamere Toscana, e presentata oggi – ha evidenziato una crescita per il 52,0% delle imprese, stabile per il 21,5% ed in calo per il residuo 26,4%. Gli investimenti delle imprese toscane dei servizi pubblici locali sono risultati pari a circa 500 milioni di euro, in crescita del 5,0% rispetto al 2013, così come si segnala una lieve crescita (+0,2%) dell’occupazione.

Cifre importanti, ma che non permettono di sedersi sugli allori. «Il Programma di governo da qui al 2020 espone con chiarezza alcuni obiettivi importanti – ha dichiarato De Girolamo –, linee di intervento per la produzione di energie alternative, gli obiettivi per il riciclaggio, gli investimento idrici, quelli per il rinnovo del parco bus e nell’edilizia residenziale pubblica. L’idea di una politica di integrazione delle aziende e al tempo stesso degli enti di regolazione ci trova d’accordo, così come la necessità di una riforma dell’Arpat e di un nuovo ruolo della Regione a seguito della abolizione delle province, specie nel campo ambientale. Condividiamo infine l’idea di un’azione di governo fatta non solo di programmazione, ma promuovendo la realizzazione di progetti integrati».

Per questo, nei prossimi cinque anni del rinnovato governo regionale guidato da Enrico Rossi, le aziende di servizio pubblico pongono come primo punto nel confronto con le istituzioni l’impegno per la creazione di un ecosistema normativo favorevole allo sviluppo: dunque sostegno agli investimenti, certo, ma soprattutto riforme strutturali e regolamentazione dei settori, snellimento delle pianificazioni, leggi di settore attese come quella dell’edilizia residenziale pubblica, riordino delle autorità locali di regolazione, riforma dell’Arpat, sburocratizzazione e semplificazione.

«Per noi questa legislatura è di grande importanza – chiosa De Girolamo – consapevoli che alla fine di questi cinque anni saremo tutti molto diversi da adesso, e ci auguriamo di esserlo in senso positivo, per noi, per i cittadini toscani, per l’economia toscana».