Sesta Lab, le prospettive di un’eccellenza tecnologica toscana nel mondo

Intervista a Giulio Grassi, direttore dell’impianto: «Siamo molto attenti a problematiche di sicurezza e ambientali, e per il 2016 pensiamo di registrare un sold out»

[3 marzo 2016]

gabriele grassi sesta lab

Il Sesta Lab, che ha recentemente inaugurato il suo nuovo centro a Radicondoli, rappresenta uno dei principali laboratori a livello globale per l’esecuzione di prove sui combustori di turbine a gas in condizioni e scala reali. Una realtà d’eccellenza che attira su di sé sempre maggiori attenzioni: ultimo esempio ne è l’attenzione rivolta alla struttura da General electric al momento della firma del protocollo d’intesa per il Progetto d’investimento Galileo: il presidente e ad di Nuovo Pignone, Massimo Messeri, ha sottolineato come il Sesta Lab avrà «un ruolo centrale nel nuovo progetto. Ogni modello di macchina che verrà ingegnerizzato, dovrà passare di lì. Ogni test che dovrà confermare le ipotesi ingegneristiche sulle turbine dovrà essere effettuato lì. A Sesta devono scaldare i motori e prepararsi a ulteriori ampliamenti». Quello proveniente da Ge è però soltanto uno dei fattori che stanno contribuendo a dare nuova linfa al Sesta Lab, una realtà in pieno sviluppo. Con quali prospettive? Risponde Giulio Grassi (nella foto), direttore dell’impianto.

Da area sperimentale Enel a “Sesta Lab”. Solo un cambio di proprietà e di nome? O qualcosa di più?

«CoSviG (il Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche, ndr) ha acquistato l’area sperimentale di Sesta nel corso del 2014, nell’ambito di una ridefinizione della presenza di grandi operatori del settore Oil&Gas nella nostra regione. Non si è dunque trattato solo ed esclusivamente di un mutamento di denominazione aziendale. Al contrario, grazie anche al supporto della Regione Toscana, con l’avvicendamento nella proprietà sono state operate anche scelte che hanno portato ad importanti accelerazioni interne nella definizione delle nuove strategie operative del laboratorio».

Cioè?

«Consapevoli degli alti costi strutturali e quindi della necessità di avere un flusso di lavoro continuo, abbiamo adottato una politica di forte scontistica a volume, rendendoci maggiormente aggressivi rispetto ai nostri competitor, principalmente per possibili clienti globali di grosse dimensioni che richiedono svariate ore dei nostri servizi. La naturale conseguenza di questo processo è una capacità maggiore di programmare e gestire una copertura importante per i costi strutturali. Un ulteriore progresso che ha contribuito – crediamo – a espandere il nostro parco clienti tra il 2014 e il 2016 con interessanti prospettive nel prossimo futuro».

E dal punto di vista del personale?

«Pur avvalendoci dell’esperienza tecnica del team precedente – la maggior parte del quale è rientrato presso Enel – abbiamo investito in nuove professionalità che vogliamo far crescere dal punto di vista lavorativo. Abbiamo assunto dieci tecnici specializzati (di cui ben 6 ingegneri) con un’età media di 30 anni, dando vita a un team giovane e motivato ma tecnicamente all’avanguardia. Abbiamo deciso di avvalerci ancora per un anno di alcune professionalità della vecchia gestione per favorire la crescita dei nuovi assunti e mantenere al contempo gli alti standard dei servizi offerti».

E l’hardware?

«Abbiamo implementato una politica di mantenimento e di ottimizzazione della strumentazione piuttosto spinta prevedendo degli importanti investimenti che, a mio modo di vedere, porteranno a medio-lungo termine a una riduzione dei costi strutturali e a un aumento della disponibilità d’impianto. In parallelo, grazie ad un finanziamento di Regione Toscana, stiamo lavorando per implementare un nuovo treno di compressione che ci permetta di rendere pressoché uniche le massime performance tecniche del nostro servizio. In linea con la gestione precedente, siamo molto attenti a problematiche di sicurezza e ambientali. Non perdiamo occasione per evidenziarle ai soggetti intenzionati interessati a noi. Disponiamo delle certificazioni ISO9001, OHSAS 18001 e stiamo lavorando per la ISO 14001. Abbiamo curato e cureremo la nostra strategia di marketing partecipando a eventi internazionali di prim’ordine. Ad esempio l’anno passato abbiamo presentato l’impianto e alcuni risultati di test in partnership con Ge in occasione dell’evento Asme TurboExpo a Montreal. Nel 2016 prenderemo parte allo stesso evento che si terrà a Seul, e presenteremo inoltre la nostra attività in occasione dell’evento internazionale dell’European turbine network in Bruxelles».

Come direttore dell’impianto ha potuto vedere il passaggio di mano e l’evoluzione del laboratorio. Qual è il bilancio di questi ultimi 18 mesi?

«Il bilancio di questi ultimi mesi è sicuramente positivo. A livello economico gli ultimi due esercizi (2014 e 2015, ndr) sono andati molto bene, e ci aspettiamo lo stesso per il 2016: pensiamo di registrare un sold out (la vendita di tutti gli spazi di prova disponibili, ndr). Ma oltre all’aspetto economico è importante sottolineare anche come tutti gli elementi coinvolti si sentano parte di un progetto positivo e stimolante, una vera e propria sfida che ci vede a livelli di eccellenza. Un approccio che anche i clienti percepiscono».

La firma del protocollo che vedrà General electric investire in Toscana avrà delle ricadute sullo sviluppo del Sesta Lab?

«Gli scenari odierni – e sopratutto futuri – sono caratterizzati da un sempre maggior ricorso al gas naturale come elemento complementare all’energia verde in turbine hi-tech. Tali macchine devono rispondere a requisiti di sostenibilità economica, ma devono anche rispettare criteri di basse emissioni e avere un’alta efficienza. Uno degli aspetti principali per il raggiungimento degli obiettivi indicati è lo sviluppo di sistemi di combustione specifici rispetto agli scenari d’installazione (condizioni ambientali, caratteristiche dei fluidi di alimentazione, normative locali, etc.). Per tornare alla domanda, la scelta di General Electric è la normale conseguenza di un leader mondiale, che, come tale, non si limita a raccogliere le sfide ma immagina il futuro. È evidente che in Sesta Lab siamo felici che la leadership di questa importante sfida raccolta da Ge sia in capo a Firenze, vista l’ottima e proficua collaborazione avuta sinora. Oltretutto questo ci rende preferibili, oltre che per i prezzi, per la flessibilità d’esecuzione, per l’esperienza anche per una questione logistica. Caratteristiche, queste, riconosciuteci anche da altri competitor del settore. Cito volentieri l’incremento di business ottenuto con Ansaldo Energia, nostro ‘storico’ cliente, in seguito all’operazione Alstom Power».

Quali sono le prospettive di SestaLab nel medio e lungo periodo?

«Le prospettive di Sesta Lab sono buone, tutto il team lavora per l’autosostenibilità del progetto e per una efficace risposta alle linee guida dettate dal mercato. Sarà nostro compito far si che Sesta Lab sia la prima scelta per chi già collabora con noi e per altri soggetti del settore».