Quando Tremonti diceva «Con la cultura non si mangia»

Sgarbi, Tremonti e la bellezza nella Costituzione Italiana

Serena Pellegrino (SI) la mia proposta di legge è patrimonio collettivo, non permetterò che sia usata a meri fini elettorali

[3 novembre 2017]

La parlamentare di Sinistra Italiana Serena Pellegrino, prima firmataria della proposta per l’inserimento della bellezza nella Costituzione italiana, è rimasta davvero sorpresa che un ex ministro de un ex sottosegretario dei governi Berlusconi, Giulio Tremonti e Vittorio Sgarbi,  abbiano utilizzato la sua iniziativa per inserire la bellezza nella Costituzione Italiana come punto programmatico della campagna elettorale per la lista “Rinascimento”.

«Ho sempre considerato la proposta di legge di modifica costituzionale per riconoscere la Bellezza come principio da inserire all’art. 1 della Costituzione come un patrimonio collettivo, alla cui diffusione e radicamento hanno contribuito decine e decine di persone e associazioni – dice la Pellegrino – La proposta di Legge che ho depositato il 22 maggio 2014 ha accolto in questo  percorso tutti coloro che hanno dedicato la loro esistenza a questo tema che ho voluto definire operatori di Bellezza. A questo patrimonio collettivo attingono, facendo un investimento a fini elettorali, Vittorio Sgarbi e Giulio Tremonti, affidando il loro futuro politico al binomio cultura e bellezza e dedicando il proprio programma elettorale anche all’inserimento in Costituzione della Bellezza quale valore identitario nazionale, indissolubilmente legato a quello del Lavoro».

La Pellegrino non ci sta e ricorda quanto detto da Tremonti non troppo tempo fa: «Evidentemente l’ex ministro del Bilancio ha dimenticato di aver fatto molto scalpore quando dichiarò pubblicamente che ” Di cultura non si vive”, dimostrando una certa predilezione per un panino farcito con la Divina Commedia. Se l’abbinamento Tremonti – cultura-bellezza non fosse un ossimoro la dichiarerei una conquista, soprattutto perché proviene da un lato dell’arco costituzionale diametralmente opposto al mio. Anzi, auspico che venga inserito in tutti i programmi elettorali».

Ma la deputata di Sinistra Italiana  ricorda che «Il senatore Tremonti, che in quasi quattro anni di promozione di questa proposta non si è mai espresso, oggi si fa paladino della Bellezza in Costituzione. Sembra quasi che desideri fare ammenda per il suo trascorso. O più semplicemente vuole rifarsi una verginità appaiandosi a Vittorio Sgarbi, che tanto ha reso merito al progetto di modifica costituzionale, da me volutamente reso trasversale e condiviso ad ogni livello e in ogni luogo?»

«Una cosa è certa  – conclude la Pellegrino –  difenderò il percorso di questi anni e non permetterò che venga usato come “carne da macello” per progetti che esulano completamente dalle finalità della proposta di legge».