Millozzi: «Ci sono comuni campioni di raccolta differenziata che però non vogliono impianti sul loro territorio»

Sindaci, imprese e Regione a confronto sul nuovo Piano regionale dei rifiuti

Bramerini: «Mi auguro che chi verrà dopo di me prosegua l’impegno per sostenere il riciclo, che è il vero obiettivo»

[31 marzo 2015]

Positivo e ambizioso: questo in estrema sintesi il giudizio che è stato dato dagli amministratori della Valdera al nuovo Piano regionale dei rifiuti. L’occasione è stata il convegno recentemente promosso dal Comune di Peccioli e sponsorizzato dalla Belvedere Spa, l’azienda che gestisce la discarica di Peccioli, considerata un modello positivo di gestione di un impianto che tuttavia è e deve rimanere residuale – la discarica, che infatti appare l’ultima scelta nella gerarchia europea per una corretta gestione del ciclo dei rifiuti. E in effetti nel nuovo Piano regionale si porta al 10% l’obiettivo di percentuale di smaltimento in discarica di tutti i rifiuti urbani, al 2018 (70% di raccolta differenziata, 20% termovalorizzazione). «Nel Piano regionale – ha introdotto il sindaco di Peccioli, Renzo Macelloni – è previsto sì un’importante riduzione del ricorso alle discariche, ma perché si punterà su quelle più organizzate e meglio gestite, e dalla giusta dimensione industriale».

Il sindaco di Pontedera, Simone Millozzi, dopo aver dato un giudizio positivo sul Piano e aver ricordato il faticoso percorso intrapreso dall’Ato Costa che porterà al gestore unico (gara mista pubblico/privata), non gli ha risparmiato qualche critica: «Gli obiettivi del Piano sono sicuramente ambiziosi e condivisibili – ha detto Millozzi – tuttavia avrei preferito un’attenzione maggiore ai temi del riciclo. Anzi manca una seria politica industriale. Perché è inutile fare un’ottima raccolta differenziata se poi non c’è nessuna industria in grado di riciclare il materiale e reimmetterlo sul mercato. Certo l’ultimo accordo quadro Anci/Conai non aiuta, non va verso il sostegno al riciclo e questo è un mea culpa, perche i nostri rappresentanti nazionali dell’Anci non hanno fatto un buon lavoro. Così come ci sono comuni che sono considerati campioni di raccolta differenziata che però non vogliono impianti sul loro territorio. Neanche quelli di compostaggio».

Concetti sottolineati e ribaditi anche dal presidente di Gefor, Paolo Marconcini, che oltre ad invocare un’attenzione maggiore al riciclo (servono incentivi per la materia rinnovabile, così come ci sono stati incentivi per le energie rinnovabili) ha ricordato anche che la lettura del Piano regionale deve essere la più laica possibile: è vero che il ricorso alla discarica è stata ridotto, così come è stato circoscritto quello alla termovalorizzazione, tuttavia quel 20% riservato al recupero energetico supera e di molto la capacità degli attuali impianti toscani (anche quella potenziale, considerando il progetto di Case Passerini). Marconcini ha poi toccato anche un altro tema caldo, l’obbligo introdotto dalla cosiddetta circolare Orlando del pretrattamento dell’indifferenziata prima di andare a smaltimento. «L’impianto di trattamento meccanico biologico che Belvedere inaugurerà tra poche settimane sarà il massimo dell’efficienza e della sostenibilità, peccato che la Regione abbia deciso che l’indifferenziato della Provincia di Pisa debba passare tutto o quasi da altri impianti – con aggravio di costi – come quello di Grosseto, perché a Peccioli dovrà andare quello fiorentino…».

Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Ivan Ferrucci, ha ricordato che «il Piano regionale dei rifiuti, come tutti gli strumenti di programmazione, è da leggersi come in continua evoluzione. Ma essersi dotati di uno strumento di programmazione permanente e non limitato al corso di una legislatura consentirà finalmente di agire e decidere in modo consapevole ed efficiente».

Le conclusioni sono state affidate all’assessore all’Ambiente Annarita Bramerini (nella foto), che a maggio terminerà il proprio incarico dopo due legislature. «Forse non ci crederete ma invecchiando sto diventando ottimista – ha detto l’assessore regionale – perché ritengo che abbiamo creato le condizioni per lavorare bene e per migliorare tanto nella nostra gestione dei rifiuti, anche grazie alle molte aziende che sono un eccellenza nei loro settori. Marconcini ha citato i costi procapite toscani, che sono superiori alla media nazionale. Questo è vero, ma se approfondiamo scopriamo che i costi per la raccolta sono molto più bassi, quello che ci fa uscire dallo standard sono i costi impiantistici, che in Toscana lievitano perché abbiamo pochi impianti e vecchi. Per questo mi auguro che presto arrivi l’autorizzazione per Case Passerini. Così come mi auguro che chi verrà dopo di me prosegua l’impegno per sostenere il riciclo, che è il vero obiettivo. Tra le ultime iniziative che siamo riusciti ad intraprendere, di concerto con l’assessorato allo Sviluppo economico, ci sono gli incentivi che abbiamo messo per le aziende della green economy utilizzando la programmazione dei fondi europei».