Tra i progetti che continueranno a vivere spicca Gusto pulito, nato nel 2007 grazie all’impegno congiunto con CoSviG

Slow Food Italia sceglie la Toscana per il proprio Congresso nazionale

Si terrà a Montecatini Terme dal 6 all’8 luglio. Tra i punti centrali la salvaguardia dell’ambiente come principale priorità dell’associazione, anche grazie a campagne di informazione e sensibilizzazione

[5 luglio 2018]

Dal domani Montecatini Terme, cittadina di ventimila abitanti in provincia di Pistoia, per tre giorni ospiterà 650 delegati di Slow Food Italia riuniti per disegnare il futuro del cibo: fino all’8 luglio si svolgerà infatti in Toscana il IX Congresso nazionale di Slow Food Italia, con l’obiettivo di ribadire la forte interconnessione fra il cibo, la sua produzione e i cambiamenti climatici, le migrazioni e il rapporto con la multiculturalità, la salute e il benessere, oltre che dettare l’indirizzo politico e il programma di lavoro dall’associazione no profit per i prossimi anni.

Il via ai lavori del IX Congresso di Slow Food Italia è previsto alle 15 di domani, nel Teatro Verdi di viale Giuseppe Verdi 45. Un evento che si annuncia all’insegna della pluralità:  l’associazione della Chiocciola ha infatti invitato a Montecatini Terme più di 250 tra personalità delle istituzioni, della politica e dell’associazionismo, che porteranno il loro contributo, fatto di suggerimenti e spunti nuovi, oltre che il loro augurio ad una associazione che cresce, cambia e sta al passo con i tempi.

Il punto fondante dal quale ripartire sarà la Dichiarazione siglata al termine del Congresso internazionale di Chengdu (Cina, ottobre 2017), che ha tracciato la nuova strada per il movimento della Chiocciola: le parole chiave dell’appuntamento italiano saranno internazionalità, globalità, dialogo e apertura.

«Da Chengdu – spiega Daniele Buttignol, segretario generale Slow Food Italia – è stata lanciata una visione nuova dell’associazione che ha nell’inclusività e nella partecipazione i suoi tratti distintivi. I principi che caratterizzeranno gli anni a venire, dal punto di vista dell’organizzazione, sono orizzontalità, responsabilità, ascolto e partecipazione».

La Dichiarazione di Chengdu sintetizza infatti le principali sfide dei prossimi anni: la necessità di battersi affinché a tutti sia garantito l’accesso al cibo buono, pulito, giusto e sano; l’accesso alla conoscenza come un diritto comune e stessa dignità per saperi tradizionali e accademici; il rifiuto di qualunque esclusione di carattere politico, economico e sociale; la salvaguardia dell’ambiente come principale priorità del nostro agire anche grazie a campagne di informazione e sensibilizzazione; la necessità di ribadire che la diversità è la più grande ricchezza di cui disponiamo come esseri umani e come collettività; la volontà di affrontare a tutti i livelli l’iniqua spartizione delle ricchezze e delle opportunità.

Una trasformazione che si concretizzerà nel prossimo biennio, al termine dei quale sarà convocato un nuovo congresso: «L’associazione che verrà – continua Buttignol – a ogni livello non avrà vertici rappresentati da singoli, ma gruppi di lavoro al cui interno le responsabilità saranno condivise. Le sfide che abbiamo di fronte, infatti, sono troppo complesse e ampie e non c’è modo di affrontarle se non con uno spirito di squadra, comunitario, e una gestione collegiale e orizzontale, basata sul rispetto, l’affetto e la correttezza».

Questa tappa del cammino più che trentennale di Slow Food è fondamentale dal punto di vista del confronto interno all’associazione e per il rinnovamento degli organi associativi ed inoltre un’occasione per proporre modifiche allo Statuto. Un lavoro di sintesi a livello nazionale che si tiene dopo i 300 congressi delle Condotte Slow Food sul territorio e in seguito a 17 congressi regionali che si sono svolti a maggio.

Anche la Toscana – un territorio il cui ruolo nell’associazione rimane centrale, come mostra anche la scelta di Montecatini Terme per il Congresso nazionale – ha visto rinnovare il comitato esecutivo dello Slow Food regionale nelle settimane scorse, come abbiamo già riportato su queste pagine, al termine di un Congresso che ha definito le priorità dell’associazione per gli anni a venire, mettendo a frutto quanto di meglio è stato finora seminato: e non a caso tra i progetti che continueranno a essere promossi spicca Gusto pulito, il progetto nato nel 2007 grazie all’impegno congiunto di Slow Food con CoSviG e la Comunità del cibo a energie rinnovabili, che nel gennaio 2018 ha celebrato i suoi primi dieci anni di vita e successi.