Il sopralluogo del sindaco Franchi, dell'amministratore Giari e del professor Dario

Ecco dove sorgerà il Centro di competenza per l’economia circolare in Toscana

Rea Impianti ha acquisito per 2 milioni di euro l’antico granaio “La Madonnina”, che diverrà «un luogo di sperimentazione rivolto sia a privati che a pubbliche amministrazioni, in cui potranno confrontarsi ricercatori e studenti»

[7 agosto 2017]

Ufficialmente presentato a febbraio, il Centro di competenza per l’economia circolare in Toscana si appresta a diventare realtà: la sede sarà nel complesso de “La Madonnina”, antico granaio a Rosignano Marittimo, acquisito in questi giorni per 2 milioni di euro da Rea Impianti, che si appresta adesso a investire ulteriormente per recuperare e adeguare l’edificio alle sue nuove funzioni. «Scapigliato potrà diventare in questo modo un luogo di ricerca e sviluppo molto inclusivo, in cui potranno confrontarsi ricercatori e studenti», ha commentato il sindaco Alessandro Franchi, che insieme all’amministratore unico di Rea Impianti Alessandro Giari e a Paolo Dario – direttore dell’istituto di robotica della prestigiosa Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa – ha effettuato un sopralluogo alla fattoria della Madonnina per saggiare le potenzialità dell’area.

Scopo del sopralluogo – spiegano da Rea Impianti – è stato «vedere fisicamente quali saranno i lavori di ristrutturazione da effettuare alla struttura», all’interno della quale sorgerà tra l’altro «il laboratorio per il disassemblaggio» di rifiuti complessi già spiegato su queste pagine da Alessandro Giari: «In concreto, robot che coadiuvati dall’operatore umano siano in grado di realizzare un’operazione opposta a quella che già avviene per l’assemblaggio dei prodotti, nelle grandi case automobilistiche come in molte altre industrie. Lì abbiamo robot che montano, che costruiscono; qui ne avremo in grado di scomporre le diverse tipologie di materiali che compongono un sistema complesso, che sia una un’automobile o una moto o un frigorifero. Un’operazione cioè meno grossolana del disassemblaggio così come viene fatto oggi, magari tramite una pressa o sistemi di fusione».

«Creeremo un ambiente in cui esploreremo il futuro – ha ora aggiunto Paolo Dario – che comprenderà un laboratorio di tecniche immediatamente applicabili per recuperare i rifiuti e trasformarli in materia prima secondaria, aumentandone quindi il valore, ma anche un laboratorio più creativo rivolto a start up e studenti».

Un progetto articolato dunque, che per capire concretamente come si muoverà dovrà essere visto all’opera. “La Madonnina”, anticipano dalla Rea Impianti, diventerà «un polo di innovazione che si occuperà della valorizzazione dei rifiuti, del recupero degli scarti di lavorazione e della diffusione di una cultura del riciclo». In che modo? Concretamente riciclo significa ri-immettere negli esistenti cicli produttivi materia che altrimenti sarebbe stata non recuperata: per farlo occorrono adeguati processi e impianti industriali, diversi per ogni filiera di materiali (acciaierie per l’acciaio, vetrerie per il vetro, cartiere per la carta, etc). Dunque, quello che sorgerà a Rosignano Marittimo sarà piuttosto «un luogo di sperimentazione rivolto sia a privati che a pubbliche amministrazioni, all’interno del quale lavoreranno a stretto contatto imprese e ricercatori. L’obiettivo – aggiungono da Rea Impianti – è quello di diventare un esempio virtuoso per tutto quello che riguarda lo sviluppo dell’economia circolare».

Con la speranza che quest’iniziativa sia di stimolo per innescare tre delle “innovazioni” più attese per lo sviluppo dell’economia circolare: un quadro normativo chiaro stabile, come chiedono da Legambiente a Confindustria, acquisti verdi da parte della Pubblica amministrazione per creare un mercato adeguato ai prodotti derivanti da riciclo, e leve fiscali che sappiano premiare (e non ignorare, come attualmente avviene) le materie prime seconde.

L. A.